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Criminalità, protocollo salva-lidi snobbato sai sindaci del Salento

Alla firma in Prefettura solo il primo cittadino di Porto Cesareo

Pubblicato in Cronaca il 05/03/2014 da Redazione
Certificazione antimafia per stabilimenti balneari, discoteche, sale giochi, parcheggi e autonoleggio: lo prevede il protocollo per la legalità, uno dei primi in Italia, voluto dal prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, sottoscritto il 19 ottobre dall'Amministrazione comunale di Gallipoli e oggi siglato dal Comune di Porto Cesareo. Non hanno aderito alla richiesta della Prefettura tutte le altre località balneari del Salento che sino ad oggi non hanno inviato il proprio sì.
In Prefettura non sono arrivate, per esempio, richieste di adesione all'intesa da Vernole e Melendugno (i cui bar e lidi erano soggetti alle estorsioni del clan Leo, come emerso dall'operazione Network) e neppure da Ugento (i cui imprenditori erano tenuti sotto scacco da Cengs De Paola, come riferito nell'inchiesta Tam Tam). Una distrazione di cui il prefetto Giuliana Perrotta ha preso atto: "L'interesse dei Comuni è stato manifestato sulla stampa ma non con atti formali come si dovrebbe, invito gli altri amministratori a riflettere sull'opportunità di aderire al Protocollo, che è uno strumento utile e innovativo per iniziare a percorrere la lunga strada del contrasto alle infiltrazioni della criminalità nel settore turistico".


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