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Gargano: discussione in Aula di due mozioni dei senatori di FI

Lettieri: Nelle Legge di Stabilità per il 2014 solo 180 milioni. Una goccia nel mare

Pubblicato in Cronaca il 21/10/2014 da Redazione
"Auspico fortemente che le mozioni su alluvioni del Gargano e dissesto idrogeologico presentate insieme ad altri colleghi di FI e discusse oggi nell'Aula del Senato, possano essere approvate con il consenso unanime delle forze politiche anche di maggioranza. Dopo 46 giorni dal momento in cui gran parte del Gargano è finito sotto il fango portandosi via cose e persone e danneggiando pesantemente il suo sistema economico, il Governo Renzi non ha ancora dichiarato lo stato di emergenza per consentire l'assegnazione dei fondi utili alla ricostruzione di un territorio praticamente messo in ginocchio. E non vi è traccia di un piano nazionale che metta in sicurezza tutte le zone a rischio dell'intero territorio nazionale. Ci auguriamo che Renzi si decida davvero a cambiare verso".
Così il sen. d'Ambrosio Lettieri, capogruppo di FI nella 12^ Commissione di Palazzo Madama a margine della discussione in Aula sulle due mozioni presentate diversi giorni fa in occasione degli eventi calamitosi che hanno colpito il Gargano, Genova e altri territori nazionali e incentrate non solo sulla immediata richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per il Gargano, ma anche sugli interventi e le risorse per la prevenzione nei territori interessati dal dissesto idrogeologico e da altre criticità.
Ciò che d'Ambrosio Lettieri, insieme ad altri senatori di FI chiede al Governo è riassumibile in 5 punti specifici: dichiarare subito lo stato di emergenza per il Gargano; escludere dal patto di stabilità le spese effettuate per la realizzazione di interventi destinati al ristoro dei danni, non solo in Puglia ma anche nelle altre regioni del nostro Paese, che riguardano devastazioni per terremoti o alluvioni, per far crescere il sistema Italia; potenziare le risorse, attraverso la riprogrammazione dei fondi nazionali e comunitari 2007-2013 in ritardo di spesa, per l'attuazione di un piano nazionale di interventi cantierabili, da concordare con gli enti locali, e risolvere le criticità ambientali che interessano il territorio italiano e che rivestono carattere di urgenza quali dissesto idrogeologico, gestione dei rifiuti, tutela delle acque, inquinamento atmosferico ed erosione costiera; stanziare nell'ambito dei provvedimenti in corso di esame e in questa legge di stabilità, le opportune risorse per la ricostruzione dei territori del Gargano colpiti dagli ultimi eventi calamitosi; farsi parte attiva presso le istituzioni europee per attingere al fondo di solidarietà dell'Unione europea utilizzato per le gravi calamità.
D'Ambrosio Lettieri ha ricordato come "il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare abbia quantificato in 40 miliardi di euro le spese necessarie per la sistemazione delle situazioni di dissesto su tutto il territorio nazionale, di cui circa 11 miliardi necessari per mettere in sicurezza le aree a più elevato rischio. I fondi stanziati dal Governo nella legge di stabilità per il 2014 ammontano ad appena 180 milioni di euro per il triennio 2014-2016. Una goccia nel mare".
"Il dissesto idrogeologico di tanta parte del nostro Paese è figlio di fenomeni naturali, certo", ha detto il senatore, "ma spesso portati alle estreme conseguenze da scelte infauste e dalla cronica indifferenza agli allarmi lanciati anche a livello internazionale sui cambiamenti climatici. Dal protocollo di Kyoto ad oggi, infatti, non sono stati affrontati concretamente i nodi cruciali che legano il dissesto idrogeologico alla spiccata antropizzazione dei luoghi, agli strumenti urbanistici, ai mutamenti atmosferici".
"Eppure", ha sottolineato, "l'Italia è un Paese ad elevatissimo rischio di dissesto idrogeologico. Le aree ad elevata criticità rappresentano il 9,8% della superficie nazionale e riguardano l'89% dei comuni, su cui sorgono 6.250 scuole e 550 ospedali. L'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR ha calcolato che tra il 1963 e il 2012 in Italia ci sono state 5.192 vittime di frane e 1.580 vittime per inondazioni, per un totale di 3.994 morti. Secondo il Centro ricerche economiche e sociali di mercato per l'edilizia e il territorio (Cresme), il 5,75% della superficie del Paese risulta essere ad elevato rischio frane e il 4,1% della superficie ad elevato rischio inondazione. Più di 5 milioni di italiani risiedono in zone ad altissimo rischio".

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