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Raddoppio ferroviario Termoli - Lesina. Giannini:' diritto di carattere logistico'

L’assessore alle infrastrutture del Molise Nagni ha spiegato chiaramente che se non vuole perderci anche la Puglia con il loro No, Rfi deve ascoltare le loro richieste

Pubblicato in Cronaca il 05/10/2014 da Redazione
Si torna a parlare con insistenza del raddoppio della tratta ferroviaria Termoli-Lesina. A riproporre d’attualità l’argomento è stato l’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture della Regione Puglia, Giovanni Giannini.
“Il raddoppio della Termoli Lesina nella tratta da Ripalta a Lesina non rappresenta soltanto una necessità, anzi direi un diritto di carattere logistico, ma è anche un intervento che la stessa Protezione Civile nazionale qualche anno fa ha segnalato come criticità da affrontare e risolvere il più presto possibile.
Il nuovo progetto prevede l’eliminazione dell’effetto tappo che la ferrovia, nella situazione esistente, provoca alla foce del fiume Fortore che potrebbe essere causa di altre dolorose ferite in una parte del territorio regionale provata in maniera assai grave. Il progetto giace in qualche cassetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e prevede il raddoppio in quel tratto e la collocazione dei due binari non più in rilevato bensì su viadotto”. L’alta velocità sulla linea ferroviaria adriatica a quanto pare rimarrà un sogno ancora per molti anni. Colpa, se così si può dire, della politica che non è riuscita a trovare un accordo per arrivare al raddoppio del tratto Termoli-Lesina, della lunghezza di 35 chilometri. L’amministrazione della Regione Molise ha fatto sapere che la ferrovia per quello che riguarda loro dovrà uscire dal centro cittadino di Termoli per costeggiare l’autostrada A14, fino alla fine del territorio regionale, per una distanza di 15 chilometri circa. A confermarlo è stato il sindaco di Termoli, Antonio Di Brino, insieme al sindaco di Campomarino, Francesco Cammilleri, e l’assessore regionale competente, Pierpaolo Nagni. Di Brino vuole che si faccia com’è avvenuto a Lesina, in Puglia, con la ferrovia spostata al di fuori del paese. Altrimenti non se ne farà più niente. E tale posizione è stata ribadita anche al ministero delle infrastrutture il 20 febbraio. Il Molise ha posto un veto vincolante a differenza di quanto ribadito dalla Regione Puglia che spinge per la realizzazione dell’accordo. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici inoltrerà a questo punto il proprio parere al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e toccherà al Cipe decidere il finanziamento del primo lotto. L’opera, infatti, è stata divisa da Rete Ferroviaria Italiana in tre lotti distinti. Il primo è compreso tra Lesina e Ripalta, il secondo (nella progettazione chiamato lotto tre) tra Ripalta e Campomarino ed il terzo tra Campomarino e Termoli. Il lotto uno è in attesa della progettazione definitiva e della pubblicazione del bando di gara. Il lotto tre (che poi sarebbe il due) ha un chilometro in terra molisana e su questo, così come sul lotto due tra Campomarino e Termoli. L'assessore alle infrastrutture del Molise Nagni fa sapere che se non vuole perderci anche la Puglia con il loro No, Rfi deve ascoltare le loro richieste. la difficoltà nel secondo lotto sta nella definizione di un vincolo paesaggistico, da parte della Regione Molise, nel tratto compreso tra Campomarino e Marina di Chieuti, all’inizio della provincia di Foggia. In quella zona i treni circolano vicino al mare ma secondo Campobasso un raddoppio della linea in quell’area metterebbe in pericolo la fauna e rovinerebbe un ecosistema delicato. E per questo lì la ferrovia verrà fatta passare in prossimità dell’Autostrada A14 per poi allacciarsi al tracciato che proviene da Lesina.