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Ulivi e frutteti contaminati da fanghi tossici, 13 indagati e 4 aziende coinvolte

E' accaduto nelle campagne brindisine

Pubblicato in Cronaca il 20/01/2014 da Redazione

Fanghi tossici interrati in terreni adibiti a colture. Un crimine ambientale inaccettabile per cui i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce hanno sequestrato un impianto, con sede a Mesagne (Brindisi), per lo smaltimento di 17 autotreni, nell’ambito dell’inchiesta del pm di Brindisi Giuseppe De Nozza sullo smaltimento dei fanghi provenienti dallo smantellamento della Belleli, ex azienda operante nel porto di Taranto e anche per conto dell’Ilva, interrati nel Brindisino in terreni poi adibiti a uliveto o frutteto. 13 persone risultano indagate e quattro aziende di Brindisi e Taranto coinvolte in una operazione ritenuta dagli inquirenti, oltre che illegale, anche pericolosa per la salute pubblica. I fanghi sarebbero stati mescolati con il terreno, lì dove si è proceduto poi a piantare alberi di ulivo e in zona, tra l’altro, ci sono numerosi frutteti.