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Usura: si rivolse alla SCU per campagne elettorali. Sedici arresti

In manette boss e imprenditori dopo la denuncia di un ex consigliere regionale

Pubblicato in Cronaca il 18/09/2014 da Redazione
Sedici persone appartenenti alla Sacra Corona unita sono finiti in manette. I problemi sono iniziati dopo la denuncia presentata da un ex consigliere della Regione Puglia che si era rivolto agli usurai della Sacra corona unita per ottenere i soldi necessari alla campagna elettorale. Tra gli arrestati figurano un boss e due affiliati alla Sacra corona unita, quattro imprenditori e un ex consigliere comunale della stessa città. Sono tutti indagati a vario titolo per associazione di stampo mafioso, usura, estorsione e riciclaggio (questi ultimi reati aggravati dalle modalità mafiose).
Castrolla, giovane candidato di Mesagne, si era rivolto al clan per farsi finanziare le campagne elettorali fino a quando non ha deciso di denunciare. A finire in manette, grazie alle sue testimonianze, l’imprenditore Luigi Devicienti, nel mirino degli inquirenti da anni. Tra gli arrestati figurano anche il boss Francesco Campana, l’ex consigliere comunale Rino Tagliente, altri tre imprenditori: Sandro Bruno, attivo nel settore dei trasporti, e i fratelli Carmine e Pierpaolo Palermo, titolari di attività alberghiere a Mesagne e Canosa.
Il consigliere regionale, ricandidatosi senza successo alle elezioni regionali del 2005, spese per la sua campagna elettorale circa 280mila euro, contraendo debiti con banche e società finanziarie e non riuscendo poi a ripianare la sua esposizione debitoria con gli istituti di credito. Così nel 2009, l'uomo fece ricorso all'intermediazione di Devicienti che, a sua volta, lo avrebbe messo in contatto con alcuni personaggi di Mesagne legati alla Sacra Corona Unita per ottenere dei prestiti a tassi usurari. I debiti si sono aggravati ulteriormente nel 2010, quando, ricandidatosi senza successo alle consultazioni regionali, l'ex consigliere ha assunto impegni di spesa per la campagna elettorale per altri 150mila euro. I tassi di interesse praticati andavano dal 600 al 1000% su base annua.