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Ville, case, aziende e auto. Maxi sequestro ad Andria

Nessun pericolo per i lavoratori che potranno continuare a lavorare nelle aziende sotto il controllo di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale

Pubblicato in Cronaca il 08/10/2014 da Redazione
Domenico Quacquarelli, 59 anni, un passato da carpentiere, diventato poi imprenditore, titolare di aziende di Barletta, la Jayne sport e la Mardom, che producono calzature anche su richiesta di noti marchi nazionali. L'imprenditore, assolto in un processo per usura ed estorsione, era finito sotto la lente di ingrandimento degli investigatori che hanno passato al setaccio la sua vita e quella del suo nucleo familiare, risalendo fino agli anni 90 accertando spese superiori rispetto al reddito dichiarato. L'attenzione si è concentrata sul periodo 1991  -  2009 in cui il reddito dichiarato è stato secondo le indagini "abbondantemente inferiore alle spese sostenute, a fronte di poco più di 2 milioni di euro dichiarati, le spese sono state di quasi 3 milioni e mezzo di euro, circa 1.200.000 euro in più dei redditi dichiarati". In ogni caso i redditi ufficiali e non, a detta dei carabinieri, sono apparsi sin da subito incompatibili con un patrimonio complessivo stimato in 100 milioni di euro circa. Lo stesso che è stato sequestrato su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trani. I sigilli sono stati apposti alle aziende, a 2 società di investimento immobiliare, altrettante che gestiscono il commercio con l'estero di calzature con punti vendita ad Andria, Bitonto, Foggia e Gallipoli, una villa a Bisceglie, 4 appartamenti e 9 immobili ad uso commerciale, 42 conti correnti in 20 banche e 19 auto, tra cui una Porsche ed una Maserati. Perché si arrivi alla confisca definitiva, hanno spiegato gli investigatori, c'è bisogno di un'ulteriore valutazione da parte del Tribunale di Trani.