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Frecciarossa Milano-Bari, Trenitalia ribadisce il no al prolungamento in Salento: 'Nessun guadagno, solo problemi'

Gli amministratori delegati Elia e Soprano hanno spiegato le cause del mancato arrivo a Lecce dinanzi alla commissione Bilancio e Trasporti della Camera dei deputati

Pubblicato in Cronaca il 30/09/2015 da Redazione
Ancora un nulla di fatto nell’audizione tenutasi ieri nella seduta congiunta della commissione Bilancio e Trasporti della Camera dei deputati sulla questione Frecciarossa Milano-Bari. Gli amministratori delegati dell’azienda di trasporti, Michele Elia e Vincenzo Soprano, hanno ribadito il rifiuto di allungare la tratta fino a Lecce. Dall’altra parte c’erano i rappresentanti del territorio pugliese, decisi a discutere dei motivi che impedirebbero una fermata in Salento.
Elia ha dichiarato che il prolungamento del servizio fino a Lecce porterebbe ad un allungamento dei turni di lavoro, oltre a impedire la pulizia dei vagoni.
Recentemente il governatore pugliese Michele Emiliano aveva proposto il pagamento delle perdite causate dall’allungamento della tratta da parte della Regione Puglia. Tuttavia questa soluzione sembra non perseguibile, come spiega l’ad di Trenitalia: “Il servizio a mercato, per legge, non può esse¬re compensato direttamente dal pubblico ma va messo a gara, e solo una volta individuato il vin¬citore si può stabilire una forma compensativa delle perdite, altri¬menti nel quadro regolativo vi¬gente si incorre in un'infrazione che proprio i potenziali competi¬tor segnalerebbero all'autorità”.

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