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Il rapporto Svimez fa tremare il Mezzogiorno: 'Crescita inesistente, rischio di sottosviluppo permanente'

Salgono a 5,8 milioni i disoccupati, il Pil pro capite continua a scendere e si va incontro ad una desertificazione industriale

Pubblicato in Cronaca il 30/07/2015 da Redazione
Una crescita pari al 13% in 13 anni, il rischio del sottoviluppo permanente alle porte. È la tragica situazione economica del Sud Italia, fotografata da uno studio della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno). Il Mezzogiorno è ormai a forte rischio di desertificazione industriale, il divario del Pil pro capite con il Centro-Nord è tornato ai livelli del secolo scorso (-63,9% soltanto nel 214, risultato mai registrato dal 2000 in poi).
Trovare lavoro al Sud è davvero difficile :“Il numero degli occupati nel Mezzogiorno – si legge nel rapporto – arriva a 5,8 milioni, il livello più basso dal 1977”. Al Sud lavora solo una donna su cinque. I consumi delle famiglie meridionali sono scesi, arrivando a ridursi nel 2014 dello 0,4%. Una famiglia sul tre al Sud è a rischio povertà: dal 2011 al 2014 c’è stato un incremento del 2,2%.
Oltre al tessuto economico, preoccupa la situazione demografica: "Nel 2014 al Sud si sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l'Unità d'Italia: il Sud sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili", dichiarano gli esperti.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato i dati preoccupanti del rapporto, dichiarando che “non possiamo abbandonare giovani e Meridione".