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Bari, il rettore della Lum a processo: avrebbe avuto rapporti con Savinuccio Parisi

Emanuele Degennaro è accusato di riciclaggio per aver versato circa 4 miliardi al clan attraverso un'azienda prestanome

Pubblicato in Cronaca il 30/06/2015 da Redazione
Emanuele Degennaro, rettore dell’università Lum, avrebbe avuto rapporti d’affari con il boss del quartiere Japigia, Savinuccio Parisi. Secondo gli inquirenti il capoclan lo avrebbe aiutato a riciclare 6 miliardi di lire attraverso una operazione immobiliare. Imputato anche Vincenzo Lagioia, avvocato di Degennaro. Secondo quanto ricostruito dall’inchiesta, i rapporti tra l’organizzazione criminale e i Degennaro cominciano nel 2002, quando Michele Labellarte, imprenditore scomparso nel 2009 e vicino al clan Stramaglia, offre alla società di costruzioni sei miliardi ‘cash’ in cambio di alcuni utili derivanti dalla costruzione di alcuni immobili all’interno del Baricentro. L’affare però non va in porto. Si conclude positivamente un’altra operazione illecita: una società amministrata da Degennaro e Lagioia, la Sec, firma un preliminare di vendita e versa una caparra di 3 miliardi e 800 milioni di lire. In quel caso la società non versò l’ultima parte della quota e, come previsto dal contratto, la caparra restò al venditore. L’udienza dinanzi al gip Francesco Agnino è stata rinviata a 4 novembre prossimo. Degennaro, fin dall’inizio di questa inchiesta, ha fatto sapere di essere estraneo alle contestazioni che gli vengono addebitate.