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Bari, violentarono donna al Cara: condannati sei membri di una setta cultista

Nei confronti di tutti gli imputati l'accusa ha chiesto che non vengano concesse le attenuanti generiche per "la brutalità della condotta"

Pubblicato in Cronaca il 29/11/2019 da Redazione

La Procura di Bari ha chiesto sei condanne a pene comprese tra i 12 e i 9 anni di reclusione per altrettanti imputati, tutti cittadini nigeriani, fino a circa un anno fa residenti nel Cara di Bari-Palese, e attualmente detenuti in carcere, accusati di violenza sessuale di gruppo su una connazionale 25enne ospite del Centro accoglienza richiedenti asilo. Secondo quanto accertato dalla Squadra Mobile di Bari, coordinate dalle pm Simona Filoni e Lidia Giorgio, la vittima della violenza, che attualmente si trova in una struttura protetta, dopo essere arrivata nel Cara di Bari, all'inizio del 2017, sarebbe stata minacciata di morte, picchiata e violentata per mesi. La donna, già vittima di tratta e riduzione in schiavitù, avrebbe subito violenze anche durante la sua permanenza in Libia prima di giungere a Bari.

Gli imputati, emerge dall'inchiesta, farebbero parte di un gruppo criminale riconducibile ad una setta cultista. La condanna più alta, a 12 anni 4 mesi di reclusione, è stata chiesta per il 38enne Olatunde Opaleye, soprannominato 'Egbon', ritenuto il capo della gang: l'uomo risponde di violenza privata e, in concorso con gli altri cinque, di violenza sessuale di gruppo aggravata. Il 22enne Uche Oliver rischia una condanna a 10 anni e 8 mesi. Per il 26enne Henry Sule, il 22enne Semiu Oguntade, il 23enne Emmanuel Ohenhen e il 34enne Otaniyen Sunday, la Procura ha chiesto la condanna a 9 anni di reclusione. Nei confronti di tutti gli imputati l'accusa ha chiesto che non vengano concesse le attenuanti generiche, per "la brutalità della condotta".
La sentenza è prevista per il 12 dicembre. Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Bari, Marco Galesi, nell'aula bunker di Bitonto.