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Andria, Gdf sequestra beni per 1 milione di euro a pregiudicato: sotto sigilli appartamenti e terreni

Le indagini hanno permesso di ricostruire l’evoluzione dell’intero patrimonio immobiliare e mobiliare acquisito nel corso dell’ultimo ventennio dai componenti della famiglia del pluripregiudicato andriese

Pubblicato in Cronaca il 29/11/2019 da Redazione

I finanzieri della Compagnia di Andria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo in funzione della successiva confisca, con il quale è stata disposta l’applicazione della misura ablativa del sequestro, in relazione all’ingente patrimonio – beni immobili e disponibilità finanziarie – riconducibile a P.G., classe ’70, di Andria, indagato per coltivazione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno permesso di ricostruire l’evoluzione dell’intero patrimonio immobiliare e mobiliare acquisito nel corso dell’ultimo ventennio dai componenti della famiglia del pluripregiudicato andriese.
In particolare, le risultanze emerse, successivamente messe a confronto con i redditi dichiarati nello stesso periodo, che in taluni casi sono risultati esigui e/o del tutto assenti, hanno di fatto evidenziato una rilevante sproporzione. I beni sottoposti al vincolo sono risultati, a vario titolo, nella disponibilità dell’indagato andriese gravato, a partire già dagli anni ’90 da plurimi precedenti penali per reati contro il patrimonio, per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, risulta essere stato già condannato per reati tributari, per violazione di norme sulla sicurezza sul lavoro e per detenzione illecita di armi. Da ultimo, il predetto P.G. nel 2018 è stato tratto in arresto per ben due volte, unitamente
ad altri soggetti, perché trovato in possesso presso l’azienda agricola, a questi riconducibile, di migliaia di arbusti di marijuana unitamente a strumentazione idonea alla coltivazione ed essiccazione della stessa.

Gli approfondimenti patrimoniali condotti dai Finanzieri di Andria, mediante l’interrogazione massiva delle banche dati in uso al Corpo e l’esame della copiosa documentazione bancaria hanno permesso di accertare la sproporzione tra i redditi dichiarati (fonti) ed il patrimonio negli anni acquisito (impieghi) di cui non è dimostrata la legittima provenienza, ovvero dei beni che risultino frutto di attività illecite e/o di reimpiego delle stesse, consentendo così alla predetta A.G. di disporre il sequestro anticipato sulle risorse finanziarie e sui beni mobili e immobili nella disponibilità dell’indagato e dei componenti il suo nucleo familiare.