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Carcassa di capodoglio a Polignano

Il cetaceo, in avanzato stato di decomposizione, potrebbe far parte del gruppo dei sette capodogli spiaggiatisi a Vasto.

Pubblicato in Cronaca il 29/09/2014 da Redazione
Un capodoglio di circa otto metri di lunghezza si è spiaggiato questa mattina a Polignano, nel barese, in zona San Vito. Il cetaceo, in avanzato stato di decomposizione, potrebbe far parte del gruppo dei sette capodogli spiaggiatisi a Vasto, in Abruzzo, la scorso 12 settembre.
Al momento non si conoscono le cause della morte. Sul posto sono intervenuti gli attivisti del Centro di Recupero Tartarughe Marine di Molfetta, personale medico veterinario dell’Asl e militari della Capitaneria di Porto di Monopoli.
"Nel caso dei capodogli spiaggiati, sotto accusa rimangono ancora – sottolinea Pasquale Salvemini, responsabile del centro tartarughe marine di Molfetta – le tecniche invasive come l’air-gun che producono un rumore fortissimo che spaventa e disorienta non solo i capodogli ma i cetacei in genere. Questo trauma porta i cetacei ad una riemersione troppo rapida con conseguente permanenza di gas nei vasi sanguigni per una mancata decompressione”. Per Salvemini, l’episodio è l’ennesima testimonianza di come l’uomo e le sue azioni siano la causa della “morte del mare”. “Un mare malato di inquinamento e di cui viene interrotto il silenzio con pratiche di ogni genere – prosegue – Lo spiaggiamento di decine di tartarughe negli ultimi giorni lungo tutta la costa adriatica (Monopoli, Molfetta, Barletta, Margherita) e del capodoglio è senza dubbio l’ ennesimo campanello d’allarme che il mare ci sta dando”.
Salvemini prosegue chiedendo al governo di “cessare le pratiche di ricerca del petrolio con tecniche invasive che al momento confermano la loro pericolosità nel preservare la fauna marina continuare a sostenere la biodiversità”.