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Soldatessa barese combatte contro il Ministero della Difesa per il trasferimento a Bari

Il figlio della donna soffre di una patologia aggravata dall'allontanamento della madre. Ora l'esercito dovrà prendere una decisione definitiva

Pubblicato in Cronaca Donne il 29/06/2015 da Redazione
Un braccio di ferro con il Ministero della Difesa per restare vicino a suo figlio, affetto da una seria patologia aggravata dall’allontanamento della madre. È la storia di una soldatessa barese che, in base da quanto deciso dal Tar Puglia dovrà essere risarcita con la somma di 2 mila euro. Il Ministero della Difesa è stato condannato anche a dare una risposta all’istanza con la quale la giovane chiedeva di prestare servizio permanente a Bari. Una richiesta che l’Esercito non ha potuto accettare adottando un nuovo regolamento che non prevede trasferimenti all’interno della stessa sede. Come però hanno fatto notare i giudici del Tar, quel regolamento non riguarda la soldatessa, che dovrà tener conto delle ‘vecchie’ regole vigenti al momento della domanda. Intanto le condizioni familiari della soldatessa sono sempre più difficoltose: sua madre si è ammalata di cancro e suo figlio non ha ancora superato la patologia dovuta all’allontanamento materno. Il trasferimento a Bologna è congelato fino all’8 agosto. Si aspetta una decisone del Ministero.

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