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Melendugno, attivisti no Tap bruciano il simbolo del M5S: 'Dimettetevi'

La protesta dopo il via libera alla costruzione dell'opera. La ministra Lezzi: 'I non hanno mai calcato i nostri palchi'

Pubblicato in Cronaca il 28/10/2018 da Redazione
Fonte foto: www.ansa.it

"Questa terra non è in vendita", "M5s dimettetevi": è quanto scritto sui manifesti degli attivisti No Tap nel corso della manifestazione organizzata questa mattina sul lungomare di San Foca di Melendugno contro il governo Conte e contro la costruzione del gasdotto Tap che ha recentemente ricevuto l'avallo di legittimità dall'esecutivo.

L'incontro si è svolto davanti alla Torre della marina di Melendugno, luogo simbolo delle battaglie dei No Tap. Il leader del movimento No Tap, Gianluca Maggiore è tornato a chiedere le dimissioni dei portavoce pentastellati eletti in Salento.

Alcuni attivisti hanno bruciato le proprie tessere elettorali e le foto che ritraevano i volti dei parlamentari del M5S eletti in Salento, compresa quella della ministra del Sud, Barbara Lezzi, e il simbolo del Movimento pentastellato. Lo hanno fatto perché - hanno spiegato - si sentono traditi da coloro che aveva promesso in campagna elettorale che il gasdotto Tap sarebbe stato bloccato in due settimane, invece il governo Conte ha ora avallato la costruzione dell'opera.

 

I No Tap "non hanno mai calcato i nostri palchi" durante la campagna elettorale "né condiviso la battaglia con noi. Questo è legittimo ma allora sono gli ultimi a poter chiedere le mie dimissioni". Lo ha detto il ministro per il Sud Barbara Lezzi su Facebook sottolineando di non voler rispondere al portavoce dei No Tap Gianluca Maggiore. "Durante e prima della campagna elettorale sono stata contestata dai No Tap, con i quali non ho mai avuto un buon rapporto" ha aggiunto per poi concludere: "non ho dato alcuna autorizzazione a Tap e mi trovo purtroppo a dovere decidere se bloccare l'opera facendo ricadere dei costi esorbitanti sul Paese".