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Legambiente: Urgente risanamento per Taranto, Brindisi e Manfredonia

Dati allarmanti dal dossier nazionale. In Puglia, come sempre, tre le aree a rischio

Pubblicato in Cronaca Ambiente il 28/01/2014 da Gian Vito Cafaro

Manfredonia, Brindisi e Taranto. Tre città da bonificare. Una storia vecchia ma sulla quale non si è ancora investito in denari. Manfredonia, Brindisi e Taranto sono state individuate come zone SIN (Siti d'Interesse Nazionale) ma il risanamento delle aree inquinate non è stato ancora completato.

Ne dà conto Legambiente nel dossier sulle bonifiche in Italia. C'è spazio ovviamente anche per i casi pugliesi e sulle tre città che oggi meritano la massima attenzione.

«Se non decollerà il settore delle bonifiche – spiega Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – non riusciremo a riconvertire il sistema produttivo italiano alla green economy. In Puglia si deve accelerare il processo di risanamento ambientale risolvendo anche il problema delle risorse a partire da Taranto dove, a fronte di un’area SIN estremamente vasta, è necessario reperire ulteriori fondi". 

A Brindisi, secondo Legambiente, l'area perimetrata e in attesa di bonifica è quella industriale (polo di Cerano compreso) che va da Nord a Sud e che riguarda anche la zona a mare oltre ad un'area agricola che si trova nel mezzo, interessata da eventuali ricadute inquinanti a causa della vicina zona industriale. 

A Brindisi, invece, denuncia Legambiente, "non solo resta ancora aperta la questione della discarica Marchesi ma bisognerebbe pure verificare gli effetti a mare della bonifica a terra effettuata con il lavaggio in continuo della falda".

Inutile dire di Taranto dove, al fianco dell'annosa vicenda Ilva, persiste una forte presenza industriale che merita interventi urgenti che hanno comportato l’inserimento del capoluogo ionico tra le aree ad elevato rischio ambientale.

Danni alla salute e infiltrazioni criminali. Questi gli effetti maggiori rivenienti dalle aree inquinate dove è più facile la concentrazione di attività illecite (si vedano le discariche abusive, ad esempio).

Per questo la sezione nazionale di Legambiente ha proposto un decalogo per il risanamento delle aree inquinate.