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San Severo, spaccio di droga ed estorsioni: in manette un'intera famiglia

Sono emerse vere e proprie condotte persecutorie condite da minacce di morte non solo a carico dell’acquirente della partita di droga ma anche dei prossimi congiunti “colpevoli” solamente di avere un legame di sangue ed affettivo con A.M.

Pubblicato in Cronaca il 27/11/2019 da Redazione

La squadra mobile di Foggia e commissariato di San Severo hanno applicato quattro misure cautelari coercitive, richieste dalla locale Procura della Repubblica e deliberate dal gip del Tribunale di Foggia. In particolare sono state emesse due misure cautelari impositive della custodia cautelare in carcere e due misure cautelari previdenti il divieto di avvicinamento alle persone offese.

Trattasi di una vicenda che ha visto come vittime e carnefici due distinti nuclei familiari di San Severo. Nello specifico A.M., una delle vittime, cronico assuntore di cocaina, nel maggio di quest’anno, aveva cominciato ad acquistare sostanza stupefacente A.S.C. Tali cessioni, come emerso nel corso delle indagini, non sempre avevano trovato un pagamento immediato, così generando dei “crediti” a vantaggio dello spacciatore.

Crediti che, infatti, da lì a poco, sarebbero stati pretesi in una drammatica progressione minacciosa da parte di A.S.C., la sua compagna ed i suoi genitori, dapprima nei confronti di A.M. e, poi, di fronte, agli insistenti dinieghi di quest’ultimo, anche a danno dei suoi genitori e della sua compagna.

Le indagini condotte dagli investigatori e dirette dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Foggia hanno permesso di accertare sia l’attività di spaccio condotta da A.S.C e sia le condotte di natura marcatamente estorsiva poste in essere con l’ausilio del padre, della madre e della compagna di lui.

I fatti hanno avuto inizio nel maggio di quest’anno e si sono protratti fino al mese corrente. Grazie alla denuncia della vittima, alle informazioni fornite dalla famiglia di quest’ultima, e l’ausilio dei più invasivi e performanti strumenti di intercettazione è stato possibile, da un lato, accertare l’attività di spaccio condotta da A.S.C. e, dall’altro lato, ricostruire numerosi episodi estorsivi commessi ai danni di A.M. e della sua famiglia. Sono emerse vere e proprie condotte persecutorie condite da minacce di morte non solo a carico dell’acquirente della partita di droga ma anche dei prossimi congiunti “colpevoli” solamente di avere un legame di sangue ed affettivo con A.M.. Dall’altra parte, invece, è emersa una inquietante coesione familiare nella determinazione criminale di arrivare a riscuotere i debiti di droga.

Alla luce degli elementi raccolti, A.S.C. e sua madre sono risultati destinatari della misura cautelare coercitiva della custodia in carcere, in virtù di un riconoscimento delle loro condotte più gravi e bisognose di un argine particolarmente rigoroso, mentre il padre e la sua compagna sono stati attinti dal divieto di avvicinamento a A.M. e ai suoi prossimi congiunti, in conseguenza di un loro ruolo minore all’interno della vicenda di riscossione estorsiva.