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ArcelorMittal, accordo con i sindacati: cassa integrazione ridotta di 120 unità

Questa la ripartizione dei 1273 dipendenti coinvolti: 269 impiegati e quadri, 104 intermedi e 900 operai

Pubblicato in Cronaca il 27/09/2019 da Redazione

È stato ridotto da 1.395 a 1.273, rispetto alle iniziali richieste di ArcelorMittal, il numero massimo giornaliero di lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto per i quali dal 30 settembre prossimo sarà prorogata la Cassa integrazione guadagni ordinaria, a zero ore, per ulteriori 13 settimane. E’ quanto contenuto nel verbale d’accordo - diffuso dai sindacati - siglato oggi da azienda e dai sindacati Fim, Fiom, Uilm e Ugl (l'Usb invece non ha firmato) al termine dell’incontro che si è svolto nella direzione dello stabilimento tarantino.

Questa la ripartizione: 269 impiegati e quadri, 104 intermedi e 900 operai. L’azienda in premessa ha spiegato di essersi determinata a chiedere la proroga degli ammortizzatori sociali in quanto “il comparto siderurgico ha registrato un forte rallentamento a partire dal primo trimestre dell’anno in corso, determinando negli operatori economici scelte di investimento inferiori ai livelli medi attesi, con conseguente calo degli ordini dei beni prodotti dall’unità produttiva di Taranto in misura eccedente le ordinarie oscillazioni congiunturali”.

Ad oggi, inoltre, “il mercato di riferimento - ha aggiunto l'azienda - non ha ancora beneficiato dei desiderati effetti positivi delle azioni poste in essere dalla Commissione Europea a sostegno dei produttori continentali” e “l'insufficienza della domanda ha determinato che le scorte a magazzino sono allo stato ben oltre i livelli standard di giacenza”.



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