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Mafia in Puglia, la relazione della Dia: 'Sinergie con 'ndrangheta, Camorra e realtà straniere'

E' quanto emerge dalla seconda relazione semestrale del 2016. Per la città di Bari 'manca un vertice aggregante'

Pubblicato in Cronaca il 27/07/2017 da Redazione

"Sempre più frequenti sinergie operative con la 'ndrangheta e la camorra, ma anche con realtà criminali" straniere, come quella albanese, caratterizzano le attività illecite delle mafie pugliesi relative al traffico di droga. È quanto emerge dalla relazione della Direzione investigativa antimafia del secondo semestre del 2016.
    "L'analisi dei sequestri di sostanze stupefacenti e di sigarette di contrabbando transitate, negli ultimi anni, attraverso la 'rotta balcanica' - si legge nella relazione - consentono di operare una mappatura dei punti di approdo: le aree portuali di Bari, Mola di Bari ed alcune frazioni del litorale a sud del capoluogo pugliese, che presentano insenature che ben si prestano a veloci operazioni di caricamento e trasporto su gomma, verrebbero utilizzate per lo sbarco degli stupefacenti, stoccati, poi, in altre località dell'entroterra; l'area portuale di Brindisi sarebbe, invece, preferita per il contrabbando di tabacchi lavorati esteri".

Città di Bari

La criminalità organizzata del capoluogo continua ad essere caratterizzata dalla mancanza di un vertice aggregante, capace di impartire precise direttive ai vari sodalizi, nonostante abbia dimostrato, in più occasioni, di poter dar vita a vere e proprie confederazioni finalizzate al perseguimento di obiettivi criminali comuni. Sul piano generale, la criminalità barese manifesta una tendenza espansionistica verso i comuni dell’hinterland barese, non disgiunta da persistenti tentativi di instaurare “legami” con imprenditori, professionisti e amministratori locali. In tale contesto insorgono ciclicamente tensioni e conflitti, determinati sia da figure emergenti che spingerebbero per conquistare spazio nell’ambito del gruppo criminale di appartenenza, sia da interessi contrapposti tra differenti sodalizi in relazione alle estorsioni e ai traffici di sostanze stupefacenti e di armi. I risultati investigativi conseguiti, inoltre, hanno indotto diversi associati a collaborare con la giustizia, consentendo di far luce su alcuni omicidi e tentati omicidi commessi negli ultimi anni e rendendo noti i nuovi assetti della criminalità barese, per quanto ancora in via di definizione. L’attuale situazione criminale del capoluogo e dell’hinterland barese è stata puntualmente descritta e ben evidenziata nell’ambito dell’operazione “Attila 2”404, conclusa nel mese di dicembre dall’Arma dei Carabinieri con l’esecuzione di 25 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di affiliati al clan Di Cosola.