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Caso Marò: l'India si opporrà alla richiesta di arbitrato internazionale italiana. La Farnesina: 'Faremo valere le nostre ragioni'

Secondo quanto riportato dal quotidiano 'The Indu', il prossimo 10 agosto un esperto in arbitrati si opporrà alle richieste avanzate dal governo Renzi

Pubblicato in Cronaca il 27/07/2015 da Redazione
L’India si opporrà alle richieste avanzate dall’Italia nella vicenda dei due marò coinvolti nell’uccisione di due pescatori indiani il 15 febbraio 2012. La nazione indiana presenterà il rifiuto alle richieste di “adozione di misure cautelari” il prossimo 10 agosto dinanzi al Tribunale internazionale del diritto del mare. “Solo l’India ha la giurisdizione per processare i reati commessi nel Paese e il Tribunale non può interferire in questo”, dichiara il magistrato che difenderà gli interessi indiani nell’udienza di Amburgo. Un’altra argomentazione che verrà presentata ai giudici europei è che l’Italia non ha ancora terminato tutte le procedure locali a disposizione, un requisito necessario prima di richiedere l’arbitrato internazionale.
Secondo il quotidiano ‘The Indu’, l’India avrebbe contattato un esperto in arbitrati internazionali di Ginevra per presentare le argomentazioni dinanzi all’organo europeo. L’Italia ha presentato un’istanza che contiene due richieste: la prima è che l’India “si astenga dal prendere o eseguire ogni misura giudiziaria o amministrativa” contro i due marò, la seconda è che il fuciliere Salvatore Girone sia libero di tornare in Italia per tutta la durata del procedimento alla Corte di Arbitrato dell’Aja. La replica della Farnesina non si è fatta attendere: "L’Italia farà valere con determinazione le sue ragioni nell’intento di addivenire ad una soluzione positiva della vicenda dei due fucilieri Latorre e Girone". Lo si apprende da fonti del ministero degli Esteri.