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Taranto, rifiuti pericolosi abbandonati nel porto: Guardia Costiera sequestra area di duemila metri quadri

Nessun intervento per evitare spargimenti di polveri ed eventuali sversamenti. Denunciati il titolare e il rappresentate legale della società detentrice

Pubblicato in Cronaca il 26/11/2018 da Redazione

Un'area portuale di circa 2000 metri quadri, data in concessione dall'Autorità di sistema portuale del Mar Ionio a una società con sede legale a Roma e operante nel settore della commercializzazione di ferro in Italia ed all'estero, è stata sequestrata dagli agenti della Guardia Costiera di Taranto. Nell'area erano state stoccate circa 150 tonnellate di rottami ferrosi alla rinfusa pronti per essere destinati, via mare, a forni per la diretta lavorazione. Dall'analisi e dagli accertamenti effettuati con l'ausilio dei chimici del porto e dell'Arpa è emerso che presentavano delle incongruenze rispetto a quanto dichiarato dal produttore e pertanto erano prive di ogni requisito di legge per il successivo imbarco su navi dal Porto di Taranto.

I rifiuti sono ritenuti pericolosi per l'ambiente, anche in ragione delle modalità di stoccaggio, non essendo state attuate da parte dei responsabili le idonee azioni e interventi per il contenimento dei cumuli per evitare spargimenti di polveri ed eventuali sversamenti e percolamenti per l'azione degli agenti atmosferici.

Il prodotto sarebbe stato destinato ad acciaierie all'estero. Denunciati il titolare e il rappresentate legale della società detentrice. I rifiuti sono risultati provenienti sia da aziende di demolizione locali che da soggetti operanti nell'area calabrese. Per i fatti accertati emergerebbero ipotesi di reato per attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti oltre che per inquinamento dovuto alle non regolari modalità di stoccaggio.



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