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Gli italiani e le città del domani: 'out' corruzione, 'in' innovazione

Non ne possono più dell’illegalità diffusa nelle loro città. Chiedono sicurezza, lavoro, sostenibilità, ma soprattutto innovazione e competenza. Così i 1.000 Italiani intervistati nell’indagine di G&G Associated per #Prioritalia

Pubblicato in Cronaca Politica Sviluppo e Lavoro il 26/10/2016 da Redazione Speciali

Legalità, sicurezza, innovazione, forte spinta etica. Sono le parole chiave che meglio definiscono l'idea delle “città di domani”. Lo dicono i cittadini italiani interpellati a marzo per #Prioritalia da G&G Associated con l'indagine demoscopica “Leadership civiche per le Città di Domani: le competenze dei manager per generare sviluppo”. Intervistato telefonicamente un campione di 1.000 cittadini rappresentativo della popolazione di 15 tra le principali città italiane*.
Gli intervistati esprimono “Grave malessere urbano” e profondo bisogno di “legalità e sicurezza”. La qualità della vita (giudicata con una votazione da 1 pessima a 10 eccellente) è mediamente insufficiente 5,4. La città che mostra il disagio più accentuato è Roma (4,1), subito seguita dalle grandi città del Sud (Palermo 4,4, Napoli 5 e Bari 5,3).
Le urgenze. La lotta alla corruzione è l’intervento ritenuto più urgente, la priorità assoluta, in ogni dove (voto medio 8,2 in una scala che va da 1 nessuna urgenza a 10 estrema urgenza), ma su tutti prevale in negativo Roma (voto 9), seguita da Napoli (8,7) e, a pari merito, da Bari e Milano (8,5). La denuncia, generalizzata e nota, emerge per la prima volta così forte a livello locale, soprattutto tra i giovani. E’ infatti chiaro e sotto gli occhi di tutti come la mancanza di legalità incida su tutti gli ambiti della vita di una città: dai servizi essenziali alla mobilità, dal decoro urbano alla riqualificazione delle periferie.
Il “treno dei desideri” corre verso interventi concreti e urgenti. Prima di tutto in questo momento viene la sicurezza, richiesta dal 41% del campione, trasversale a tutte le città, ma più evidente a Napoli (59%), Bari (57%), Bologna (56%), Milano (55%). Poi viene il lavoro (28% del campione) fortemente sentito a Napoli (41%), Torino (39%), Palermo (31%), Bari e Milano (26%). Un altro gruppo di “desideri” attiene all'ambiente e alla sostenibilità, in particolare la riduzione dell’inquinamento richiesto soprattutto a Milano (19%), Torino (12%) e Roma (10%). Bari, ultima (1%) per necessità di riduzione dell’inquinamento, batte tutti per ampliamento del verde pubblico (22%).
In termini di attese, ci si aspetta soprattutto un migliore decoro urbano (56% del campione), una migliore viabilità (50%), un potenziamento della rete di trasporti pubblici (36%). Da non trascurare, inoltre, la richiesta di riqualificazione e di sviluppo delle periferie (23%), ribadita dai cittadini di Napoli (38%) e Milano (33%).
Il contributo dei manager. In un contesto così problematico e in un clima di generale sfiducia nella classe politica, i cittadini intervistati sono favorevoli ad un ruolo dei manager a sostegno della gestione operativa a supporto delle Amministrazioni locali, questo è ancor più forte al Sud (Palermo, Napoli e Bari). Un contributo non solo diretto, ma anche in termini di impegno civile e disinteressato. Il 78% degli intervistati, infatti, è convinto che il contributo attivo dei manager sia importante per individuare e ottimizzare le risorse (92%), lavorare per obiettivi e motivare le persone (91%), innovare, gestire bene i conti (90%), avere strategie a lungo termine (89%), appassionarsi al proprio lavoro (86%). Ma prima delle competenze professionali, le aspettative dei cittadini verso una governance dei manager investono soprattutto il fronte etico: onestà, trasparenza, realismo. Un'attestazione importante di fiducia, un riconoscimento del senso civico, solidale e dinamico del manager: una buona base da cui partire per costruire le “Città di Domani”.
Non vogliamo sostituirci alla politica – spiega Marcella Mallen presidente di #Prioritalia – e neppure stiamo parlando di manager che diventano sindaci o dei city manager. Siamo nati quattro anni fa, proprio per facilitare un coinvolgimento dei manager nella società, fuori e oltre il loro ruolo professionale, perché, in questo Paese in difficoltà, ciascuno deve sentirsi impegnato e fare la sua parte per un rilancio complessivo e competitivo.
Lo studio parla chiaro: l’insofferenza degli italiani è anche un indice positivo, perché denota comunque non accettazione della situazione attuale che appare piuttosto sfavorevole, al Sud al Centro come al Nord, sia pure con sfumature e indicazioni diverse. Ci fa piacere sapere che i cittadini siano favorevoli ad un nostro maggiore coinvolgimento di supporto alla Governance delle città” Questa indagine – elaborata non a caso contestualmente alle elezioni Amministrative dello scorso giugno – è un utile punto di partenza per costruire in continuità con l'evento del 26 aprile a Roma delle piattaforme di idee progettuali e operative da sottoporre ai sindaci e alle giunte dei più importanti Comuni italiani . Dall'Assemblea ANCI pertanto ripartirà il nostro impegno disinteressato e volto a coinvolgere tutti i cittadini a fare davvero innovazione sociale per aiutare le Amministrazioni a cambiare passo, supportarle e poi controllare step by step gli obiettivi. Un’accountability trasparente, puntuale e abilitante per collaborare a costruire il nostro futuro, proprio partendo dalle città e dal territorio”.

 




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