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Visti da noi: Solstizio d'estate nella Cattedrale di Bari

Il racconto di un momento emozionante che si rinnova ogni anno

Pubblicato in Cronaca il 26/06/2014 da Carmelo Colelli
Lasciando il Castello Svevo alla nostra sinistra, appena svoltiamo a destra troviamo la strada che ci porta alla Cattedrale, siamo in Piazza Odegitria, una delle piazze della città vecchia.
La facciata si impone sulla piazza con tutta la sua bellezza, divisa in tre parti da lesene verticali, si osservano i tre portali, la bifora centrale sopra il portale e, più sopra, un bellissimo rosone, formato da diciotto petali.
Bella, veramente bella!
La Cattedrale di Bari dedicata a San Sabino, sorge tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, viene costruita sui resti di un antico luogo di culto, come narra la storia distrutto da Guglielmo I detto il Malo nel 1156, insieme a l’intera città, fu risparmiata la sola Basilica di San Nicola.
Per la ricostruzione, furono utilizzati materiali provenienti dalla chiesa precedente e da altri edifici distrutti, come avveniva quasi sempre per le nuove costruzioni in quell’epoca.
La chiesa è in stile Romanico Pugliese e si rifà allo stile della Basilica di San Nicola.
Anche Sabato 21 Giugno, Solstizio d’Estate, si è ripetuto l’evento eccezionale che molti Baresi e non aspettano di anno in anno.
Già dalle ore 16, la chiesa era gremita di gente, la Comunità della Parrocchia Cattedrale, aveva preparato per questo eccezionale evento: canti, letture, movimenti scenici, il coro e la musica.
L’evento è importante, tutto è curato, nei minimi dettagli e particolari, dal regista Saverio Romito e dai suoi collaboratori.
Titolo dell’evento: “Come Luce dall’Alto”
All’angolo, a sinistra, prima dei gradini che portano all’altare, è sistemato il coro, l’altro angolo è destinato ai fotografi.
Attorno a me, molti fotografi del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, altri professionisti dell’immagine e anche fotoamatori.
Il forte brusio ed il vociare della gente, termina all’apparire delle prime immagini sul grande schermo posto d’innanzi all’altare.
Scorrono le immagini, di alcuni luoghi della Cattedrale, di quelli più significativi, si vede l’Ambone, il Cero, la Cattedra, il Fonte Battesimale, l’Altare.
Non sono immagini scelte solo per la bellezza architettonica degli angoli fotografati, sono collegate tra loro, tutte riportano ad un preciso significato. “Il cammino della Fede”, dalla Parola all’Eucarestia.
Dei figuranti vestiti di nero, a gruppi di tre, scendono dall’altare e si avvicinano ognuno ad una candela spenta posta per terra.
Sono diciotto i figuranti, come le candele, disposti in cerchio, ai loro piedi un bellissimo rosone realizzato sul pavimento, anche questo con diciotto petali come quello sulla facciata.
Una candela per ogni petalo, un figurante in ginocchio per ogni candela.
Altri due figuranti scendendo dall’ambone, portano, un cero e un libro sacro.
Al centro del rosone viene posto il cero, vicino a questo il leggio con il libro sacro.
Sono i segni della Fede, “la Luce”, “la Parola”.
Ogni movimento scenico viene accompagnato dalla lettura di brani biblici, da musica e canti.
Dal rosone della facciata entrano in chiesa diciotto raggi di luce.
Il ministro della “Luce” prende il fuoco dal cero centrale ed accende tutte le candele, il ministro della parola passa a sciogliere i legami delle vesti nere, i figuranti abbandonano queste vesti e si ritrovano con candide vesti bianche.
La caduta delle vesti nere e l’apparizione delle vesti bianche, simboleggia il cambiamento che trasforma l’Umanità illuminata dalla Luce della Parola.
Passano i minuti, dal rosone della facciata entrano sempre diciotto raggi di luce, che proiettano a terra diciotto macchie bianche.
Ultimo atto, l’ingresso dell’ultimo figurante con l’incenso, che simboleggia la preghiera della Chiesa rinnovata che si eleva a Dio.
Alle ore 17.10, la gente è in religioso silenzio, dal rosone della facciata entrano i diciotto raggi di luce ed il rosone della facciata viene proiettato, con precisione millimetrica sul rosone del pavimento, la luce lo illumina e lo rende ancora più bello.
La gente per un attimo sembra che nemmeno respiri, quello che è avvenuto è veramente straordinario.
Si racconta che questo evento così meraviglioso venne scoperto quasi casualmente nel 2005 e da quell’anno, si torna ad osservarlo, ogni 21 giugno alle ore 17.10, giorno del solstizio d’estate, sono sempre più i Baresi e non, che partecipano a questa celebrazione.
Il parroco della Cattedrale Mons. Francesco Lanzolla, anno dopo anno ha sempre più valorizzato questo evento dandole un significato teologico-architettonico-artistico.
Le sue parole l’altra sera sono state precise e penetranti.
Il realizzatore del rosone sul pavimento, doveva conoscere molto bene, le leggi del movimento degli astri e le leggi delle proiezioni centrali, per aver stabilito con precisione millimetrica, la posizione del rosone sul pavimento, tale che in un solo momento dell’anno, il giorno del Solstizio d’Estate, la luce proveniente dal rosone della facciata, coincida esattamente con il rosone al pavimento.
Mentre la gente, ha cominciato a lasciare la Chiesa ed i fotografi hanno rimesso a posto le loro macchine, ci si scambiava saluti e strette di mano, un signore che era vicino a me durante tutta la cerimonia, salutandomi mi ha detto: “Sono venuto in aereo questa mattina per vedere questa bellezza”, gli ho chiesto, visto che parlava italiano, “Sei Pugliese?”, e lui mi ha risposto: ”No! Sono Belga, vengo da Liegi e riparto questa stessa sera, sono venuto solo per vedere questo evento.”
Un’altra emozione particolare c’è l’ha regalata quest’uomo che abita così lontano e ha scelto di venire a vedere questo bellissimo evento.
Le emozioni comunque non finiscono qui, perché sempre all’interno della Cattedrale, precisamente nel Battistero, una mostra fotografica intitolata “Come luce dall’alto”, ci racconta attraverso gli scatti dei fotografi Rosaria Pastoressa e Michele Cassano, come la luce solare, si muove all’interno della Cattedrale al muoversi del sole. I due hanno raccontato degli eventi degli anni precedenti, hanno fermato nelle loro immagini, alcune in bianco nero, altre a colori, momenti di danza, di luce e di fede. In alcune foto si legge nettamente la voglia della gente di essere lì non solo per vedere ma per partecipare.