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Brindisi, 13 arresti per spaccio di droga: bambini usati per nascondere le sostanze stupefacenti

L’indagine, condotta da febbraio 2013 a giugno 2015, ha consentito di documentare il traffico e la detenzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti

Pubblicato in Cronaca il 26/01/2016 da Redazione

Nelle prime ore della mattinata odierna, in vari comuni del brindisino e in Grottaglie (TA), i carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi – coordinati dalla locale Procura della Repubblica di Brindisi e supportati da personale del Nucleo elicotteri di Bari e da quello cinofili di Modugno (BA), nonché da personale della Compagnia di Martina Franca (TA) – hanno tratto in arresto 13 persone.

Gli arrestati, a cui è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare (6 in carcere e 7 in regime di arresti domiciliari) emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su conforme richiesta della locale Procura, dovranno ora rispondere di concorso in traffico e detenzione illeciti di quantità ingenti di sostanze stupefacenti.  

In carcere sono finiti Vito Lanzillotti, originario di Ostuni, Francesco Cirasino residente a Cisternino, Cosimo Maggiore, Grazia Parisi, Romeo Parisi, Vito Parisi, Donato Pugliese e Marianna Fella, tutti originari di Ceglie Messapica, il tarantino Orazio Vitale, Leonardo Fumarola di Martina Franca, Antonio Ruggiero di Oria, Vincenzo Alò nato a Villa Castelli e Roberto Pignatelli, di Grottaglie.

 

L’indagine, condotta da febbraio 2013 a giugno 2015, anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche e servizi di osservazione e pedinamento, ha consentito di documentare il traffico e la detenzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana ed hashish) approvvigionate principalmente dalla provincia di Bari e destinate allo spaccio nei comuni brindisini di Villa Castelli, Oria, Ostuni e Ceglie Messapica, nonché nella contermine cittadina di Grottaglie (TA).

Nel corso delle investigazioni, sono state anche tratte in arresto in flagranza di reato Vito Parisi e Maurizio Maggiore. Quest’ultimo è stato già condannato, con sentenza definitiva, ad anni 8 di reclusione.

Nello svolgimento dei servizi di osservazione, inoltre, i carabinieri hanno accertato che due degli indagati (Romeo Parisi e Marianna Fella), per eludere eventuali controlli da parte delle forze di polizia, occultavano lo stupefacente, già diviso in dosi, addosso ai figli, all’epoca dei fatti di soli 2 e 4 anni. Ai due genitori è stata anche contestata una specifica aggravante prevista dal D.P.R. in materia di stupefacenti.

L’attività ha anche consentito di provare l’ingiustificato possesso di somme di denaro, 20.000 euro circa, di dubbia provenienza. I soldi, in contanti e su libretti postali e bancari in uso agli indagati, sono stati sequestrati.



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