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Eni, lavoratori pugliesi in sciopero il 29 luglio

Inprogramma una manifestazione nazionale a Roma davanti Montecitorio

Pubblicato in Cronaca il 25/07/2014 da Redazione
Martedì prossimo 29 luglio, sciopero per l'intera giornata dei lavoratori di tutte le aziende del Gruppo Eni (impianti di raffinazione, produzione e perforazione, impianti chimici e petrolchimici, sedi direzionali, depositi, uffici commerciali e amministrativi, aziende territoriali), oltre allo sciopero di due ore di tutti gli impianti di raffinazione sul territorio nazionale. Nella stessa giornata dello sciopero prevista una manifestazione nazionale a Roma davanti Montecitorio.
"I lavoratori e il sindacato - afferma Luigi D'Isabella, coordinatore della Filctem Cgil Puglia - reagiscono ad un progetto che mette in discussione l’intero impianto strategico della raffinazione e chimica in Italia con pesanti ricadute di sistema industriale e livelli occupazionali. Non si può accettare una deriva che vede questa grande impresa con azionista di riferimento pubblico rischiare di uscire dall’industria bloccando investimenti programmati. Per questo la vertenza è indirizzata verso il governo nazionale che in questo settore strategico come in altri è chiamato ad affrontare con chiarezza e determinazione il tema della crisi industriale e occupazionale così devastante per il nostro Paese mettendo in campo con urgenza politiche industriali e di sviluppo".
"Questa vicenda - osserva - con le sue conseguenze colpisce anche la nostra Regione e sarebbe un errore imperdonabile sottovalutarne i pericoli. L’impianto di raffinazione Eni di Taranto e il petrolchimico di Brindisi con i loro dipendenti, compreso l’indotto, contano circa 5mila addetti. Costituiscono un pezzo importante della realtà industriale della nostra regione. Pertanto questo insediamento industriale e occupazionale va salvaguardato facendolo diventare sempre di più fattore propulsore di innovazione e investimenti a beneficio dell’intero comparto industriale e dell’economia pugliese. Non si può assistere inerti ad un processo di depauperamento di questa realtà produttiva in un quadro di crisi che vede il nostro territorio pagare a caro prezzo gli effetti di questa crisi in termini di perdita di posti di lavoro. Le istituzioni pugliesi, finora assenti, a partire dalla Regione Puglia, devono supportare i lavoratori in questa lotta, facendo sentire la loro voce e mettendo in campo un’azione decisa nei confronti del governo nazionale per la difesa e lo sviluppo di questi impianti produttivi strategici per l’economia e l’occupazione della Puglia".