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Pino Gesmundo è il nuovo segretario generale di Cgil Puglia

È la prima volta che il segretario generale viene eletto dal nuovo organismo dell'assemblea generale, composto in maggioranza da delegati provenienti dai luoghi di lavoro

Pubblicato in Cronaca il 25/05/2016 da Redazione

È Pino Gesmundo il nuovo segretario generale della Cgil Puglia. L'ha eletto questa mattina l'assembla generale della confederazione, riunita a Bari alla presenza di Susanna Camusso. Gesmundo succede a Gianni Forte, che ha guidato la Cgil regionale dal 2008 e che lo scorso 15 marzo è stato eletto segretario dello Spi Puglia.

Terlizzese, classe 1963, sposato con due figli, impiegato civile del Ministero della Difesa, ha svolto sin dal 1985 attività sindacale nella Funzione Pubblica, della quale è stato segretario generale in terra di Bari. "Ho vissuto tanti anni di militanza volontaria, straordinaria e convinta, fatta di confronti, scontri e battaglie, condotte molto spesso oltre l'orario di lavoro", ricorda Gesmundo. Numerose le battaglie affrontate nella categoria: dalla stabilizzazione dei precari, alla conquista di diritti di civiltà nelle carceri o per una sanità democratica, per un sistema giudiziario efficiente, al rispetto dell'ambiente o per condizioni di welfare dignitosi e comunque per garantire diritti e dignità ai lavoratori e ai cittadini più deboli.

È la prima volta che il segretario generale della Cgil pugliese è eletto dal nuovo organismo dell'assemblea generale, composto in maggioranza da delegati provenienti dai luoghi di lavoro. Larghissimo il consenso ricevuto da Gesmundo, da cui è arrivato il ringraziamento a Susanna Camusso e ai componenti dell'assemblea "per la fiducia che mi avete espresso per un incarico di cui sento tutta la responsabilità e l'importanza. Sono arrivato a ricoprire ruoli di cui mi onoro grazie a quanti mi hanno sostenuto e aiutato in questo lungo percorso. Compagne e compagni con cui ho condiviso soddisfazioni per le vertenze risolte e con i quali ho superato anche i momenti di difficoltà. Voglio parlare a tutti come un compagno che si sente parte di un unico grande gruppo di lavoro fatto di dirigenti, attivisti e delegati, lavoratori, pensionati. Ho una responsabilità che è quella di condividere l'agire quotidiano ragionando sempre collegialmente, condividendo valutazioni, decisioni e scelte. Con la certezza di poter contare su un compagno esperto, tranquillo e fiducioso come Gianni Forte, che lascia un gruppo dirigente coeso del quale lui stesso rimane componente fondamentale, che ha governato in un clima di serenità anche in situazioni che avrebbero fatto tremare i polsi ad altri".

Nella sua relazione programmatica il neo eletto segretario ha ricordato come "di fronte abbiamo una sfida comune a tutti i territori della regione, che fanno i conti con il drammatico quadro economico del paese e del Mezzogiorno in particolare, che ha falciato occupati e aziende, e con l'asfissiante azione di attacco ai diritti oltre che di delegittimazione dei corpi intermedi". La risposta della Cgil "è riassunta nella legge d'iniziativa popolare per una nuova Carta dei diritti universali, proposte che dobbiamo far vivere nei territori, nei luoghi di lavoro, dobbiamo parlare con le persone nelle piazze, nei mercati, nelle università. Spiegare il senso della nostra lotta, riportare i diritti in capo alle persone".

Assieme, "è necessario attivare subito tutti gli interventi finanziati dai fondi europei, occorre dare risposte in termini occupazionali, aprire cantieri, cogliere tutte le opportunità". In tal senso, "il preannunciato Piano straordinario per il Sud, ha visto ridurre le risorse rivenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione. E' giusto rivendicare come ha fatto Emiliano maggiori risorse per la nostre regione, ma ora occorre passare alla fase progettuale, concordare progetti che siano immediatamente cantierizzabili, che offrano lavoro stabile e di qualità". Per Gesmundo la Cgil darà come sempre il suo contributo "in termini di indicazioni e proposte, circa le risorse destinate alla ricerca, sulle misure al sistema produttivo che premi l'innovazione, sulla cultura e la filiera dello spettacolo che si interconnetta con le dinamiche del turismo per costruire un forte brand per tutta la regione, sulle politiche energetiche così come sulla questione ambientale e quella dei trasporti e della logistica, sul sistema agroalimentare che deve valorizzare il lavoro contro ogni fenomeno di sfruttamento e caporalato". Capitolo a parte quello della sanità, "che in Puglia rappresenta una vera e propria emergenza: "Occorre sviluppare politiche per la medicina preventiva, rendere funzionale la rete dell'emergenza ed urgenza, colmare la carenza di medici e operatori, attivare un'efficace rete di medicina territoriale, ridurre le liste di attesa per le malattie gravi, specie oncologiche, razionalizzare la spesa farmaceutica, temi questi su cui è in corso un serrato confronto con il governo regionale".

L'obiettivo è quello di "migliorare la qualità della vita dei cittadini pugliesi e creare nuova occupazione, soprattutto per i giovani, che da questa terra purtroppo continuano ad emigrare. Lo facciamo – conclude Gesmundo – forti delle nostre piattaforme territoriali, che ogni provincia ha elaborato e sulle quali costruire le nostre iniziative. Abbiamo davanti una sfida che è culturale e politica: tenere assieme la nostra azione nei luoghi di lavoro e nel territorio, attraverso le politiche sociali, con il nostro sistema servizi, trasmettendo quelli che sono i nostri valori. Sono certo che questo gruppo dirigente è in grado di vincere questa sfida, con passione, competenza e impegno al quale tutti siamo chiamati, io per primo".



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