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L'Ordine degli Avvocati di Bari contrario al trasferimento della Sezione lavoro del Tribunale di Bari a Modugno

Il presidente Giovanni Stefanì: "Avvocati, esclusi dalla decisione, contrari a ulteriore frazionamento degli uffici che comporterebbe quattro traslochi"

Pubblicato in Cronaca il 25/01/2017 da Redazione

“Siamo decisamente contrari al trasferimento della Sezione lavoro del Tribunale di Bari nella ex sede distaccata di Modugno per fare spazio alle articolazioni periferiche di Altamura, Modugno e Rutigliano”. È questo il commento del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì, relativamente al parere favorevole al trasferimento emerso in una recente riunione della Conferenza permanente per il funzionamento degli uffici giudiziari di Bari.

Al termine della riunione della Commissione ‘Lavoro’ del Consiglio dell’Ordine di Bari convocata stamattina e allargata alla magistratura del lavoro e al relativo personale di cancelleria, il presidente Stefanì ha confermato che “si tratterebbe di un ulteriore frazionamento degli uffici giudiziari di Bari, proprio quando sembra concretizzarsi finalmente una soluzione volta ad accorparli in un’unica sede. Se pensiamo che, a fronte di 7.000 fascicoli gestiti dalle tre articolazioni periferiche che passerebbero a Bari, si trasferirebbero oltre 50.000 cause del lavoro verso Modugno è evidente il bilancio negativo a livello sociale e ambientale oltre che gli enormi disagi per migliaia di cittadini baresi che dovrebbero percorrere una ventina di chilometri, peraltro senza adeguati servizi di trasporto e parcheggio, per partecipare alle udienze. A questo andrebbero aggiunte le difficoltà per centinaia di operatori, tra magistrati e avvocati lavoristi di Bari, costretti a fare staffette tra la sede di Modugno, che ospiterebbe le udienze di primo grado, e il Tribunale di Bari che continuerebbe a essere sede dei processi di appello”.

“Pur non potendo partecipare alle decisioni della Conferenza – aggiunge Stefanì - esprimiamo la nostra massima contrarietà al trasferimento che comporterebbe quattro traslochi e ulteriori lavori necessari all’adeguamento della sede di Modugno. Si tratterebbe, dunque, di aggravare con nuovi oneri il sistema giudiziario per una soluzione tampone di pochi anni che, peraltro, allontanerebbe il luogo in cui si celebrano i processi del lavoro dai suoi numerosi attori: le parti, i testimoni e i consulenti”

“Siamo certi – conclude Stefanì - che la politica e le istituzioni faranno la propria parte per scongiurare questo inopportuno trasferimento nell’interesse della collettività; confidiamo nel buon senso che animerà il Ministero e la Città Metropolitana di Bari, al lavoro da tempo alla soluzione-madre, l’accorpamento degli uffici giudiziari del territorio”.   



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