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Mortalità infantile: Bari ospita il Villaggio Every One a Piazza Libertà

La campagna ha l'obiettivo di fermare la morte di 6,3 milioni di bambini sotto i 5 anni.

Pubblicato in Cronaca il 24/10/2014 da Redazione
Stamattina è stato inaugurato in Piazza Libertà (ex Piazza Prefettura) il Villaggio Every One di Save the Children, che sarà aperto gratuitamente al pubblico - a grandi e piccoli - fino al 2 novembre (ingresso gratuito 9.30-19.00 gg feriali; 10.00-19.00 gg festivi) e all’interno del quale si potrà vivere l’esperienza unica di essere operatore Save the Children per un giorno, conoscendo da vicino le semplici soluzioni per salvare la vita di milioni di bambini anche nelle grandi emergenze (#LoSentiraiAncheTu).
L’ampia struttura di 170 metri quadri, di legno e materiali riciclati è una delle iniziative cardine della campagna Every One di Save the Children per dire basta alla mortalità infantile: oltre 1 mese di sensibilizzazione e raccolta-fondi per contribuire a ridurre il numero inaccettabile di 17.000 bambini con meno di 5 anni che muoiono ogni giorno e 6,3 milioni ogni anno, per cause il più delle volte curabili e prevenibili come una diarrea o una polmonite.
La campagna Every One di Save the Children ha il Patrocinio del Comune e dell’Università di Bari mentre fra i testimonial che vi hanno aderito e la promuovono vi sono l’attrice Lunetta Savino e Aurora Ruffino, protagonista della fiction “Braccialetti rossi”, girata a Fasano. Entrambe sono state ritratte dal noto fotografo Riccardo Ghilardi.
E oggi erano presenti all’inaugurazione del Villaggio Every One il Sindaco di Bari Antonio Decaro e l’assessore al Welfare Francesca Bottalico. Sono inoltre intervenuti il Garante Infanzia e Adolescenza della Regione Puglia Rosy Paparella, il Presidente del I Municipio Micaela Paparella e per l’Università di Bari il Prof. Giuseppe Elia. A colorare l’evento e a visitare curiosi e partecipi il Villaggio, i bambini di alcune scuole primarie della Città ( plessi S. Francesco e Don Orione dell’Istituto Comprensivo Japigia1 e plessi Rodari e Mameli di Japigia2).
La scelta di Bari per questa iniziativa è anche legata alle attività che l'organizzazione sta portando avanti sul territorio, in particolare attraverso il Punto Luce aperto lo scorso maggio nel quartiere Libertà, nell’ambito del suo Programma di contrasto alla povertà educativa. Il Punto Luce di Bari, gestito insieme all’associazione Mama Happy – Centro Servizi famiglie accoglienti è uno spazio “ad alta densità educativa”, aperto quotidianamente per offrire gratuitamente a bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 6 ai 17 anni del quartiere, e alle loro famiglie, attività socio-educative e ludico-ricreative.
La tappa del Villaggio è realizzata con la collaborazione del gruppo locale dei volontari dell’Organizzazione e il supporto dei volontari del CSI Bari, dell’ Università di Bari, del Gruppo scout Agesci Acquaviva delle Fonti 1, e dell’Associazione Adra.
Partner media del Villaggio a Bari è Radio Norba, che darà voce all’iniziativa nel suo palinsesto quotidiano.
“Ogni anno oltre 6 milioni di bambini non cresceranno, non vivranno la propria esistenza, non saranno mai adulti. Paradossalmente sono bambini <> e questo è inaccettabile”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini e a promuovere i loro diritti in tutto il mondo. “Tuttavia la mortalità infantile non è un mostro imbattibile, anzi, può essere prevenuta adottando soluzioni spesso semplici e a basso costo come la formazione di operatori sanitari di comunità in grado di raggiungere e assistere le madri e i bambini nelle zone più remote, somministrando antibiotici e vaccini, incentivando l’allattamento esclusivo al seno, fornendo zanzariere e sali idratanti. Soluzioni che è possibile toccare con mano all’interno del Villaggio Every One, aperto alla città di Bari fino al 2 novembre, e che Save the Children sperimenta ogni giorno sul campo”, spiega ancora Valerio Neri. “Nell’ambito della campagna Every One, in particolare, Save the Children sta portando avanti progetti di salute e nutrizione in più di 40 paesi del mondo. Nel solo 2013 l’organizzazione ha raggiunto 14,4 milioni di bambini sotto i 5 anni con programmi di nutrizione e 13,2 milioni di mamme e bambini con programmi di salute materno-infantile. I paesi nei quali sono stati realizzati progetti sostenuti direttamente dai donatori italiani sono 8, con cifre da record nel 2013 per il Malawi, dove i piccoli raggiunti sono stati ben 230 mila, e per l’Uganda, con 278 mila mamme che hanno beneficiato dei progetti realizzati. Gli altri paesi dove sono stati impiegati i fondi raccolti in Italia sono il Mozambico, l’Etiopia, l’Egitto, l’India, il Nepal e il Pakistan”.
E al lavoro di Save the Children sul campo è dedicato il Villaggio Every One in Piazza Libertà: 4 gli ambienti tematici all’interno dei quali, grazie a installazioni interattive ed esperienze sensoriali, viene trattato il tema della salute di mamme e bambini prima e dopo il parto; dell’impatto della malnutrizione, delle emergenze e di come Save the Children risponde a tali sfide, attraverso il prezioso lavoro di decine di migliaia di operatori e operatrici sanitari.
All’inizio della visita al Villaggio, è possibile <> idealmente con un operatore o operatrice Save the Children indossando un badge con il nome di uno di essi in modo che - Quello che sente un operatore Save the Children, lo sentirai anche tu, come recita l’annuncio pubblicitario del Villaggio curato dall’agenzia Grey United.
Inoltre il primo degli ambienti del Villaggio è interamente dedicato all’operatore sanitario, per comprendere quanto sia sfidante e al contempo cruciale il suo lavoro. Per esempio il visitatore potrà, attraverso un gioco interattivo, fare l’esperienza di dover raggiungere nel minor tempo possibile un villaggio per portare aiuto ad una mamma e a un neonato. A tale scopo dovrà pedalare su una bici-ambulanza collegata a un monitor con l'operatore sanitario che si muoverà quindi più o meno veloce a seconda della forza della pedalata e degli ostacoli incontrati sul percorso.
Il secondo ambiente del Villaggio riguarda la salute neo-natale, per scoprire e comprendere le semplici soluzioni che l’operatore Save the Children utilizza nel suo lavoro quotidiano per curare mamme e bambini e salvare tante vite. I visitatori, per esempio, potranno cimentarsi in un gioco a quiz, con una serie di domande su tali soluzioni. In base alle risposte giuste (per esempio: Va usato ogni giorno, si sfrega tra le mani, si usa sotto l’acqua e previene le infezioni. Cos’è? risposta: il sapone) ognuno avrà collezionato un punteggio.
Nello stesso ambiente si potrà, tra l’altro, sperimentare l’importanza di semplici pratiche quali la marsupioterapia, in grado di impedire il pericoloso raffreddamento di un bimbo neonato.
Il terzo modulo del Villaggio è sulla malnutrizione. Si potrà comprendere, per esempio, l’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata e come possa essere fornita a un bambino e alla sua mamma: i visitatori saranno invitati a porre su una bilancia sospesa alcuni alimenti di differente peso e trovare il giusto equilibrio.
L’ultimo modulo tematico riguarda le emergenze, i rischi per la salute materno-infantile che esse costituiscono e le difficoltà per un operatore sanitario nel farvi fronte.
Alle persone sarà, tra l’altro, proposto di superare una “ragnatela” di fili tesi nell’ambiente per raggiungere la scatola degli aiuti posta sul lato opposto del percorso.
Al termine dell’intero iter nel Villaggio i visitatori potranno richiedere un ricordo dell’esperienza fatta e, a fronte di una donazione, alcuni gadget quali una maglietta, una shopper, una tazza.
E’ possibile visitare il villaggio anche virtualmente sul sito www.everyone.it .
Dopo Roma e Bari, il Villaggio concluderà la Campagna Every One a Milano, dove sarà ospitato in Piazza Castello dall’11 al 16 novembre 2014.
Fino al 2 novembre è possibile sostenere la Campagna Every One tramite il numero unico solidale 45508, inviando un sms del valore di 2 dai cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Noverca. È inoltre possibile donare 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. I fondi raccolti in Italia saranno destinati alla realizzazione di progetti in Egitto, Etiopia, Malawi, Mozambico, Egitto, India, Nepal e Pakistan.
Il nuovo rapporto “Nati per morire”
Ed in occasione dell’inaugurazione del Villaggio Every One, è stato diffuso anche il rapporto Nati per morire. Indice di rischio mortalità mamma-bambino che misura per la prima volta le difficili condizioni di vita e salute delle madri e i problemi molto seri che possono derivarne per il nascituro o neo-nato al punto da comprometterne la sopravvivenza.
La giovane età materna è uno dei principali fattori di rischio: su oltre 7 milioni di adolescenti (15-19 anni) che ogni anno diventano madri, 70.000 di loro perdono la vita mentre ne mettono al mondo una; ma determinante è anche la malnutrizione materna che può incidere sullo sviluppo fisico e cognitivo del bambino, il mancato accesso alle cure prenatali della puerpera con il rischio di non vedere curate eventuali infezioni, il basso livello di scolarizzazione e il reddito della madre[1] .
Tra le minacce evidenziate dal nuovo Rapporto, anche le pesanti conseguenze delle emergenze sulla salute del nascituro o neonato e delle mamme: a seguito per esempio del virus ebola circa 2,5 milioni di bambini sotto i 5 anni sono attualmente esposti al rischio di contagio in Sierra leone, Guinea e Liberia dove purtroppo già muoiono ogni giorno almeno 100 bambini di malaria, diarrea e polmonite. Un numero destinato a crescere per l’impossibilità, da parte dei sistemi sanitari al collasso, di assicurare le cure adeguate e somministrare vaccini o per la possibile rinuncia da parte delle famiglie a rivolgersi a struttute e operatori sanitari per paura del contagio.
È la Somalia il paese all’ultimo posto del nuovo Indice di rischio mortalità mamma-bambino con i peggiori valori in tutti gli indicatori presi in esame e, non a caso, la nazione con i tassi di mortalità infantile più elevati del mondo: pari a 180 decessi ogni 1.000 nati vivi, a fronte di 3,7 della Danimarca, al primo posto in classifica.
L’Italia si colloca al 19esimo nella zona verde dell’Indice, fra i paesi con bassi livelli di rischio mortalità mamma-figlio e dunque maggiori garanzie di benessere per i nascituri e i neonati.
“La causa di queste morti è strettamente legata alle condizioni di salute della mamma, nel periodo del concepimento, della maternità, durante e dopo il parto”, spiega ancora Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. “Monitorare e intervenire sui fattori di rischio per le madri, significa contribuire a garantire al bambino un’eredità positiva, in termini di diritto alla sopravvivenza e di benessere. Per questo Save the Children, nell’ambito della campagna Every One, ha messo a punto l’Indice dei fattori di rischio mortalità mamma-figlio per capire dove i rischi sono più alti e quindi dove intervenire, secondo il concetto di continuum of care:assicurare assistenza e buone condizioni di salute a una mamma, significa proteggere l’eredità che essa trasmetterà al bambino. Solo così milioni di bambini nasceranno per vivere”.