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'Corruzione e potere', domani seminario nell'Università di Bari

La relazione centrale sarà svolta da Sandra Bonsanti presidente nazionale di Libertà e Giustizia

Pubblicato in Cronaca il 24/09/2014 da Redazione
Non è il potere ciò che danneggia la società. Il potere fa parte dell'organizzazione sociale. E' il potere corrotto e corruttore che diviene distruttivo. Un'interpretazione, questa, sulla quale tutte le persone “ragionevoli” (nel senso di chi sa e vuole ragionare) convengono per l'incidenza delle ricadute negative che a livello di dinamiche sociali e di storie personali la corruzione comporta.
Nel nostro Paese la corruzione viene vista come diffusa se non addirittura sistemica. Ciò che emerge dai sondaggi è che il 51% della popolazione italiana ritiene che la corruzione oggi sia più estesa rispetto ai primi anni '90, quando già era a livelli elevati, e un altro 41% che non ci siano differenze. Nell'ultima rilevazione dell'Atlante politico, i recenti casi di Expò a Milano e del MOSE a Venezia vengono percepiti come esemplificazioni chiare dell'intreccio stretto tra potere politico e malaffare. Una corruzione “ingorda” esercitata da chi più ha e vuole avere ancora di più. Una corruzione dei potenti pagati dai poveri che si ritrovano esposti a difficoltà crescenti senza protezioni e servizi. Vengono erosi così i fondamenti di ogni convivenza civile.
Sulla questione si terrà domani a Bari, alle ore 16, presso l'aula magna di giurisprudenza un seminario organizzato dal dipartimento F.Le.S.S., dalle associazioni R.E.S.S. e Cercasi un fine e dal circolo di Bari di Libertà e giustizia.
La relazione centrale sarà svolta da Sandra Bonsanti, presidente nazionale di Libertà e Giustizia, che sul perverso intreccio tra corruzione e potere politico, sulle sue conseguenze devastanti sul tessuto sociale e sulla tenuta della democrazia ha realizzato analisi di grande significato e rilevanza. In una sua recente pubblicazione (Il gioco grande del potere, Chiarelettere, Milano 2013) vengono ricostruiti gli ultimi sessant'anni del nostro Paese con le sue stragi, i suoi morti, i suoi misteri, i suoi uomini corrotti, ma anche le sue (non molte per la verità) testimonianze di chi ha lavorato per lo Stato e il bene comune anche a prezzo della propria vita.
Una storia lunga quella della commistione tra corruzione e potere (e spesso appunto potere politico) non certo esclusiva del nostro paese, ma che nel nostro paese ha purtroppo trovato e trova terreno fertile. Sorprende che su 65 mila detenuti nelle carceri italiane, in prigione per corruzione siano solo in undici e per concussione in ventisei. Quarantasei sono i condannati per aver rubato denaro pubblico. Qualcosa evidentemente non funziona a diversi livelli e nei diversi ambienti.
Cercare di entrare nel merito dei molteplici aspetti di questa drammatica questione e di individuare le scelte da fare per non fermarsi alla retorica della lotta alla corruzione, ma attivare precise e concrete iniziative politiche e culturali sarà uno degli obiettivi da perseguire anche attraverso quest'incontro.