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Strozzati dal pizzo, denunciano estorsori: 4 uomini fermati

Denunciate da parte di alcuni commercianti continue richieste di pizzo nel quartiere San Girolamo a Bari. Gli uomini fermati sarebbero vicini al clan Lorusso

Pubblicato in Cronaca il 23/10/2013 da Admin
Vessati dalle richieste di "pizzo" si sono rivolti alle forze dell'ordine per denunciare i loro estorsori: protagonisti della vicenda alcuni commercianti del quartiere San Girolamo di Bari che hanno consentito alla Direzione distrettuale antimafia di disporre quattro decreti di fermo nei confronti di Raffaele Petrone, 23 anni, Giacomo Pappagallo (23), Sebastiano Armenise (36) e Saverio Lorusso (37), gli ultimi due sorvegliati speciali. I quattro, persone contigue al clan Lorusso, egemone nel quartiere San Girolamo, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni, violenza privata e tentata estorsione.

È inoltre, al vaglio del Tribunale per i minorenni, la posizione di un ragazzo di 16 anni al seguito del gruppo. La banda chiedeva tra i 500 e i 600 euro al mese di pizzo, ma all'occorrenza faceva la spesa senza pagare. Al suo comando c'era Saverio Lorusso, scampato a episodi di sangue almeno un paio di volte di recente; Petrone, invece, è il figlio di Gaetano, l'autista dell'Amtab ucciso sempre a San Girolamo nel settembre 2012.

«Un quartiere tormentato da fatti di sangue e da gruppi contrapposti in relazione a vecchie faide - ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile, Luigi Rinella - Una lotta che si combatte all'interno di un fazzoletto di territorio costata due vite: quella di Petrone e quella di Campanale»