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Processo 'Ambiente svenduto', Vendola commenta il rinvio a giudizio: 'Accusa che cancella la verità storica dei fatti'

L'ex governatore della Regione Puglia è accusato di aver fatto pressioni sul direttore dell'Arpa Giorgio Assennato per fare in modo che favorisse i piani dell'azienda

Pubblicato in Cronaca Ambiente il 23/07/2015 da Redazione
L’ex governatore della Puglia Nichi Vendola ha commentato il rinvio a giudizio del giudice per l’udienza preliminare, Vilma Gilli, nell’ambito del processo ‘Ambiente svenduto’: “Sarei insincero se dicessi, come si usa fare in queste circostanze, che sono sereno, sento come insopportabile la ferita che mi viene inferta da un’accusa che cancella la verità storica dei fatti: quella verità è scritta in migliaia di atti, di documenti, di fatti. Io ho rappresentato la prima e l'unica classe dirigente che ha sfidato l'onnipotenza dell'ilva e che ha prodotto leggi regionali all'avanguardia per il contrasto dell'inquinamento ambientale a Taranto". Vendola ha dichiarato di aver rappresentato “la politica che non ha preso soldi e non si è piegata” in un territorio “colonizzato dai Riva”. Per l'ex presidente della Puglia " l'unica mia colpa è di aver cercato di costruire un doveroso equilibrio fra diritto alla salute e diritto al lavoro: ma non credo che questo sia un reato”.