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Nardò: bracciante stroncato da un malore, i carabinieri ascoltano la moglie

Domani i risultati dell'autopsia potranno chiarire i motivi del decesso. Intanto gli agenti indagano su una probabile tratta di persone organizzata dai caporali

Pubblicato in Cronaca il 23/07/2015 da Redazione
Continuano le indagini per far luce sulla morte di Mohamed, il bracciante senegalese stroncato da un colpo di caldo nelle campagne tra Veglie e Nardò. Nella giornata di ieri gli agenti hanno convocato la moglie dell’uomo africano nel commissariato di Porto Cesareo. La donna, originaria delle Mauritius, è arrivata da Caltanissetta a Lecce insieme ai due figli ed è stata accolta dal sindaco di Nardò, Marcello Risi. I risultati dell’autopsia potrebbero chiarire le cause della morte dell’uomo, intanto i titolari dell’azienda agricola Mariano e un caporale sudanese sono stati iscritti al registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Dagli ultimi accertamenti dei militari emerge che i lavoratori non sarebbero mai stati sottoposti a visita medica preventiva, nonostante la maggior parte avesse un regolare contratto di lavoro. Gli investigatori stanno cercando di capire se Mohamed sia stato reclutato attraverso una vera e propria tratta intessuta dai caporali. La vicenda evidenzia una mancanza di controlli nelle campagne del Mezzogiorno durante la stagione estiva.

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