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Attendeva di essere operata con il "ciber knife", Angela decide a sorpresa di lasciare Bari

Colpo di scena nella storia della giovane donna incinta di sette mesi ed affetta da un tumore al cervello inoperabile che aveva chiesto di essere curata a Bari. Ha firmato le dimissioni volontarie e lasciato il reparto dov'era ricoverata. Era in attesa delle autorizzazioni regionali per l'intervento

Pubblicato in Cronaca il 22/10/2013 da Admin

A sorpresa ha deciso di lasciare la clinica barese nella quale era ricoverata la giovane donna salernitana, incinta alla 19/a settimana e affetta da un tumore al cervello, che aveva chiesto di essere operata con un nuovo macchinario, il Cyber Knife in dotazione alla Mater Dei. L'uso del macchinario, che non è però autorizzato all’esercizio della radioterapia, avrebbe consentito di rimuovere il tumore senza danneggiare il feto.

Ma qualcosa evidentemente non ha funzionato ed Angela, questo il nome di battesimo della donna, ha deciso di lasciare il reparto dov’era ricoverata, firmando le dimissioni volontarie contro il parere dei medici. Praticamente a due giorni dalla riunione convocata dall’assessora regionale alla Sanità Elena Gentile che si era detta disponibile ad autorizzare in via straordinaria la clinica all’uso della macchina, ma a patto che fossero rispettate tutte le condizioni di sicurezza. E per una corretta valutazione del caso aveva anche nominato una commissione di esperti per valutare la fattibilità dell’intervento senza arrecare danni al feto ed alla madre.

Nonostante la decisione repentina della donna, la commissione però, si riunirà ugualmente.

Lo ha comunicato con una nota la Regione Puglia. “L'assessorato alle Politiche della Salute comunica che nel corso della riunione di Giunta oggi – si legge - è stata confermata la commissione di valutazione sul trattamento Cyber knife, composta dal dott. Giuseppe Bove (Ospedali Riuniti di Foggia), dott. Alessandro Dell'Erba (Policlinico), prof. Nicola Laforgia (Policlinico), dott. Antonio Belpiede (osp. Canosa) e dott. Andrea Misino (Ircss Giovanni Paolo II)». nella riunione fissata per giovedì prossimo «la commissione valuterà la documentazione prodotta dalla Cbh con la proposta del percorso medico e assistenziale che - sottolinea la nota - riguarda un apparecchio che emette radiazioni potenzialmente pericolose per la paziente e per il feto e che non è stato ancora collaudato e autorizzato”. “Si ricorda altresì - è detto in conclusione - che il presidente Vendola aveva già tempestivamente informato della questione il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin”.

A margine di quanto accaduto però, va ricordato che nei giorni scorsi,  l'Istituto Pascale di Napoli che dispone del Cyber Knife, si era detto disponibile ad operare gratuitamente Angela. Non si escludeperciò che l’offerta possa aver condizionato la scelta della studentessa salernitana.

Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo del Pdl alla Regione, Ignazio Zullo, secondo cui la signora Angela sarebbe stata “costretta a lasciare la clinica in cui era ricoverata dalla mala-burocrazia”. Zullo parla di “una sconfitta assurda per l'intero sistema sanitario pugliese, che non può restare senza conseguenze. Per la Puglia intera, un'umiliazione mai tanto dolorosa. Mai tanta vergogna sulla Regione Puglia”.



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