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Molfetta, salgono a quattro gli indagati per la morte degli operai annegati nella cisterna

Ci sarà un coordinamento a livello regionale per verificare il livello di sicurezza nelle aziende

Pubblicato in Cronaca il 22/04/2014 da Redazione
Sono saliti a quattro gli indagati per la tragedia sul lavoro avvenuta lo scorso 8 aprile a Molfetta in cui hanno perso la vita padre e figlio che si trovavano nel pozzo-cisterna dell'azienda Di Dio che avrebbero dovuto pulire con il loro autospurgo. Si tratta dei quattro responsabili della sicurezza dell'impresa: nel fascicolo aperto dalla procura di Trani ci sarebbero rilievi di irregolarità in tutta la procedura di smaltimento dei rifiuti. Il pm inquirente, Antonio Savasta infatti, ha finora accertato la mancanza di autorizzazioni igienico-sanitarie nella gestione dei liquami della 'Di Dio', azienda che resta sotto sequestro.
Al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto di Bari Antonio Nunziante dopo la morte dei due operai, il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo ha dichiarato: "La riunione è stata molto proficua. Con le forze di polizia che si occupano di sicurezza e di lavoro nero ci sarà un coordinamento a livello regionale da parte della Prefettura di Bari con la collaborazione della Procura di Trani: vogliamo evitare di piangere altri morti. Per colpa della crisi si sta tagliando sulla sicurezza". Capristo ha sottolineato di aver ricevuto "grande collaborazione dai sindaci di Molfetta e Bitonto che si stanno attivando per un controllo sul territorio anche in considerazione del fatto che solo su Molfetta ci sono cinquemila aziende".