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"Non liberate i marò anche se intervengono le Nazioni Unite"

Lo chiede il "chief minister" dello stato indiano meridionale del Kerala

Pubblicato in Cronaca il 22/03/2014 da Redazione
"Oggi è una bellissima giornata ...splende il sole ed è arrivata la tanto attesa primavera! Ma a far da contrasto a questo bellissimo quadro c'è un ricordo terribile: esattamente un anno fa furono fatti rientrare in India. Rimarrà indelebile il ricordo di quello strappo". Questo è uno dei pensieri pubblicati su Facebook da Paola Moschetti, compagna del marò Massimiliano Latorre, trattenuto da due anni in India con Salvatore Girone con l'accusa di aver ucciso due pescatori del posto. E mentre la donna esprimeva rammarico per quanto accaduto, il "chief minister" dello stato indiano meridionale del Kerala, Oommen Chandy, chiedeva al governo di non liberare i due marò "anche se intervengono le Nazioni Unite". A riferirlo sono stati i giornali indiani. Il politico, che appartiene al partito del Congresso che guida la coalizione al potere in India, ha scritto al premier Manmohan Singh in occasione della visita avvenuta ieri a New Delhi del presidente dell’Assemblea generale Onu John Ashe in cui, secondo indiscrezioni poi smentite, si doveva discutere del caso.
Nella lettera al primo ministro, Chandy ha chiesto di "non cedere alle pressioni dell’Italia" e ha avvertito che la scarcerazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati dell’uccisione di due pescatori al largo delle coste del in Kerala "potrebbe indebolire la credibilità del sistema giudiziario del Paese".