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Multato Gianpaolo Tarantini che non si presenta in Tribunale per testimoniare

Il processo è quello a carico del fratello Claudio e di Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo della Asl di Lecce, imputati con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d\'asta.

Pubblicato in Cronaca il 21/11/2013 da s.f.

Una multa di 400 euro per Gianpaolo Tarantini che  non si è presentato al processo in cui era stato citato come testimone. A condannarlo, i giudici della seconda sezione collegiale del Tribunale di Bari, per mancata comparizione disponendone l\'accompagnamento coatto per la prossima udienza del 27 gennaio.

Il processo in cui dovrà testimoniare (come teste assistito perché coinvolto in procedimenti connessi) è quello a carico del fratello Claudio e di Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo della Asl di Lecce, imputati con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d\'asta. Si tratta di uno stralcio del processo conclusosi nel dicembre scorso, in rito abbreviato, con la condanna dell\'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo, a 2 anni e 8 mesi di reclusione e di Gianpaolo Tarantini a 4 anni e 3 mesi, attualmente in corso dinanzi alla Corte d\'Appello. Per l\'udienza odierna era stata citata come teste anche Sonia Carpentone, ritenuta una delle escort reclutate da Tarantini.

Anche lei non si è presentata ma i pubblici ministeri hanno rinunciato alla sua audizione acquisendo le dichiarazioni rese durante le indagini. Secondo l\'accusa il presunto accordo illecito tra Tarantini e Frisullo si basava proprio sulla \"corresponsione di danaro e utilità varie del primo al secondo\", tra cui anche prestazioni di natura sessuale, in cambio della \"garanzia della buona riuscita degli affari illeciti delle società di Tarantini grazie al rapporto di tipo fiduciario di Frisullo con i dirigenti degli uffici della Asl di Lecce\". Secondo i pm della Procura di Bari Ciro Angelillis e Eugenia Pontassuglia, l\'imprenditore e l\'ex vicepresidente della Giunta pugliese curavano \"direttamente o indirettamente tramite Claudio Tarantini i rapporti con Vincenzo Valente e, in misura episodica, con altri dirigenti e medici della Asl al fine di instaurare un rapporto preferenziale tra i suddetti uffici pubblici e le società riconducibili ai fratelli Tarantini\".