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Vendemmia in Puglia, calo della produttività. Urge tavolo tecnico

L'allarme è della Coldiretti.

Pubblicato in Cronaca il 21/09/2014 da Redazione
"In Puglia la vendemmia e' iniziata in ritardo. L'andamento climatico non ha certamente giovato alle nostre uve, tanto da determinare un calo delle quantita' del 40% circa, intanto restano aperte sia come Paese Italia che come Regione Puglia le questioni legate alla definizione e al rispetto delle regole alla tutela delle indicazioni geografiche e dei marchi, alla determinazione di un giusto rapporto qualita'-prezzo per tutte le fasce di prodotto, alla definizione e conoscenza dei dati produttivi e di mercato, alla migliore utilizzazione dei risultati della ricerca anche per contrastare gli effetti del clima impazzito e alla necessita' di promuovere su scala internazionale le nostre produzioni in modo meno frammentario ed episodico, sfruttando la Misura 133 del PSR che ha ancora una dotazione finanziaria non utilizzata di oltre 3milioni di euro. In quest'ottica chiediamo che la Regione Puglia convochi un tavolo urgente anche per rispondere alle necessita' delle imprese colpite da piogge torrenziali e grandinate" E' il quadro delineato dal Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, nel corso del convegno organizzato alla Fiera del Levante sui fattori di competitivita' dell'agroalimentare pugliese. Nel 2013 il top produttivo era spettato proprio alla Puglia che con 10,6 milioni di ettolitri (+37%) aveva sorpassato il Veneto (+10% a 10 milioni tondi). "Il vino oggi testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si e' posto l'obiettivo - ha aggiunto Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - di offrire nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali. Si tratta di un patrimonio di innovazione e competitivita' acquisite che va tutelato dagli attacchi dell'agropirateria che colpisce anche la Puglia ed i nostri vini sono a forte rischio imitazione. Ecco a cosa servono i marchi di qualita', a difenderci dagli attacchi dei falsari e a valorizzare la tipicita' e la localizzazione del prodotto. La rintracciabilita' ed i marchi, peraltro, non sono meri principi teorici e filosofici, piuttosto valori economici che le imprese agricole e l'intero territorio di produzione devono recuperare".