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Persone scomparse, 'E' ora di cambiare le cose'

Convegno internazionale dell'associazione Penelope con le polizie europee

Pubblicato in Cronaca il 21/02/2015 da Gian Vito Cafaro
Quello che spesso viene considerato un allontanamento volontario, molte volte si traduce in un giallo: la persona scomparsa viene ritrovata cadavere per mano altrui. O in altri casi di quella persona si perdono definitivamente le tracce.
CosÏ, ragiona Antonio La Scala, il presidente nazionale dell'associazione Penelope (Onlus che si occupa degli scomparsi), "sarebbe l'ora di equiparare giuridicamente le assenze volontarie da quelle frutto di reati" (sequestro di persona o omicidi, ad esempio).
Ed è solo una delle proposte che Penelope ha lanciato nel corso di un convegno internazionale all'Università Lum di Casamassima (Bari) alla presenza di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine europee.
Un momento per mettere a confronto esperienze sul campo. Emergono così il modello tedesco (con il dna prelevato immediatamente ai familiari della persona che si sta cercando), oppure uno tutto francese. I transalpini, in particolare, dedicano ai minori scomparsi o vittime di reati, un centro unico del ministero dell'Interno e un registro apposito dove ogni scomparso viene identificato con un numero di serie. A ruota, le strategie degli austriaci o degli spagnoli, con questi ultimi che da 12 mesi hanno inaugurato l'Unitad Central de Persones Desapareguides, un sistema di ricerca basato su pi˘ livelli (dalle informazioni principali dello scomparso fino ad arrivare alla fase pi˘ attenta delle indagini dell'autorità giudiziaria).
Modi di agire differenti, dunque, il cui fine però è quello di dare una risposta ai mille perchè delle famiglie delle vittime.
E i numeri, in Italia, crescono purtroppo. Nella sola Puglia, a giugno del 2014 dopo 30 anni di statistiche sono 1800 i casi irrisolti. Molti di questi sono registrati come "allontanamenti volontari". Una classificazione che, molte volte, induce i magistrati ad archiviare i fascicoli.
Da qui la proposta dell'associazione Penelope di ricondurre anche gli allontanamenti spontanei nella fattispecie giuridica delle vittime di reati.
C'è di più: l'associazione ha avanzato proposte di legge per riesaminare i casi di scomparse pregresse non ancora archiviate; per accelerare l'iter sulle identificazioni dei cadaveri non riconosciuti (sperando in una banca dati dei Dna); per indennizzare quei familiari che si occupano a tempo pieno della ricerca dei propri cari.
Proposte che andrebbero incontro alle esigenze di chi vive un dramma. A volte drammi senza fine.