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Invalidi al 100% ma abili comandanti di attività illecite, la Procura indaga sui Parisi

La notizia è riportata da Repubblica

Pubblicato in Cronaca il 20/09/2014 da Redazione
Ricevono pensioni di invalidità e accompagnamento e vivono in case popolari, ma girano in auto di lusso e guardano allo stadio l'amichevole Italia-Olanda seduti in tribuna d'onore. Si tratta dei componenti della famiglia Parisi di Bari, coloro che gestiscono le attività illecite nel quartiere Japigia. Per otto di loro, proprio ieri, il pm antimafia di Bari, Patrizia Rautiis, ha chiesto le condanne, proprio per usura ed estorsione. La notizia è riportata da Repubblica.
Intanto, la famiglia Parisi gode di privilegi speciali ed è proprio per questo che la Procura ha deciso di aprire una inchiesta dove si indaga anche su dipendenti Inps che avrebbero aiutato i Parisi a fruire di una pensione mensile che va dai 400 ai mille euro.
Risultano disabili al 100% ma sono abilissimi a picchiare, minacciare, trafficare. A guadagnare illecitamente soldi sporchi e a sottrarne di puliti a chi ne avrebbe davvero bisogno.
Ma c'è di più: dalle indagini, emerge anche la puntuale attribuzione a tutti i componenti del clan Parisi di case popolari, per ottenere le quali è necessario avere una precisa documentazione. La ripartizione Patrimonio del Comune di Bari, infatti, esamina i documenti prodotti dai cittadini, rispettando la graduatoria degli aventi diritto e provvede poi all'assegnazione degli alloggi popolari.
Tra i requisiti richiesti dai bandi pubblici sono innanzitutto il mancato possesso di beni immobili, e poi un basso reddito dell'intero nucleo familiare, la cui composizione va elencata nella richiesta. Difficile, a questo punto, immaginare che l'intero clan abbia presentato regolare richiesta al Comune di Bari e, inoltre, che tutti gli eventuali documenti presentati fossero in ordine. Dalle indagini, inoltre, emerge che ogni qualvolta se ne presenti la necessità, in occasione di matrimoni o di nascite a esempio, il clan è pronto ad occupare altri alloggi Iacp, sfrattando chi in quel momento vi risiedeva o approfittando di momentanee assenze degli assegnatari. Non è raro, infatti, che i vigili urbani debbano intervenire per dirimere liti fra occupanti, e non sempre riescono a fare uscire gli abusivi.
E poi c'è lui, Giuseppe Parisi, il fratello del boss, che nonostante le lettere di Savinuccio dal carcere e gli avvertimenti ("Non fare lo stupido"), secondo gli inquirenti, negli anni Duemila, in assenza del capo, avrebbe preso le redini del clan. Munito di regolare pass riservato alle autorità, seduto in tribuna d'onore e, poi, ospite del buffet imbandito durante l'intervallo ha comodamente assistito alla partita amichevole Italia-Olanda, disputata allo stadio di Bari il 4 settembre scorso. Occhiali da vista con elegante montatura, mise adeguata all’occasione, Giuseppe Parisi, soprannominato "Mames", è un ex sorvegliato speciale, anche se attualmente libero: nel maggio 2006 era stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di una condanna definitiva a nove anni per traffico di sostanze stupefacenti. Negli anni è stato coinvolto in diversi procedimenti, nel quale sarebbe stato a capo di sei squadre di spacciatori che incassavano fino a seimila euro al giorno.