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#Puglia #scontrotreni 22 anni, ferita in prognosi riservata, il suo dramma, #Emiliano: 'C'è un aereo pronto a decollare per lei'

Con una grave lesione midollare aspetta di essere trasferita ad Imola, l'Istituto di Cura e Riabilitazione più accreditato d'Italia

Pubblicato in Cronaca il 20/07/2016 da Teresa Salerno

Ogni secondo, ogni minuto, ogni ora che separa V. dall’Ospedale di Riabilitazione di Montecatone di Imola (il presidio italiano più accreditato per pazienti affetti da lesioni midollari), è un pezzo di speranza che si perde nel dolore di una strage, quella che lo scorso 12 di luglio ha fatto 23 vittime sulla linea ferroviaria Bari Nord dopo uno scontro fra treni.
V., l'unica tra i feriti ad essere ancora in prognosi riservata, da un paio di giorni è stata trasferita dall’ospedale di Andria al Centro di Riabilitazione e Cura Maugeri di Cassano delle Murge nel barese. E' vigile, distrutta dal dolore, ancora inconsapevole del suo destino, non ancora perfettamente stabilizzata. Aspetta di essere ricoverata proprio ad Imola perché è da quel momento che tutti insieme a lei, avranno chiaro il quadro clinico di una situazione che, purtroppo ha già cambiata la sua vita. Ma, questo è il tempo per lottare, per non arrendersi. Insieme a lei, i suoi genitori, sua sorella, gli amici di sempre, i medici ed i soccorritori che l’hanno assistita subito dopo l’incidente, il Presidente della Regione Puglia che continua quotidianamente a chiedere informazioni sul suo stato di salute, sui suoi miglioramenti. Lui che in quei giorni difficili e impossibili da dimenticare, non ha trattenuto le lacrime quando è andato a farle visita.
“C’è un aereo pronto a decollare con lei, in qualsiasi momento”, ci ha detto ancora commosso il Governatore Michele Emiliano. E poi ha aggiunto: “Aspetto solo il via libera da Imola che ho contattato personalmente giorni fa. Non ci sono posti disponibili”. 
V. è di Bari ed ha 22 anni, nel giorno del disastro era diretta a Barletta per frequentare un corso. Una giovane donna piena di aspirazioni, il cui destino è oggi legato ad un posto disponibile nell'Unità Spinale di un centro che forse - se occupato tempestivamente - potrebbe limitare quei danni che, solo a pensarli, mettono i brividi.
La famiglia, profondamente colpita dalla vicinanza di Emiliano in persona, delle Istituzioni, chiede ora di non abbassare la guardia, di consentirle di non lasciare nulla di intentato per aiutare la giovane V. e conta sul supporto dei medici pugliesi e dei dirigenti sanitari affinché tutte le pratiche burocratiche per la richiesta di trasferimento siano espletate e completate per dare una accelerata ai tempi. Perchè - purtroppo - guardando la realtà in faccia, quello che di certo ora si sa, è secondi, minuti e ore sono davvero contati per sperare di poter aiutare V. a vivere in maniera dignitosa.