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Bari, fingeva di essere malato di Alzheimer ma gestiva il traffico di droga: il boss Cosimo Zonno condannato a 15 anni

Il pluripregiudicato avrebbe ottenuto indebitamente dall'Inps l'indennità di accompagnamento mensile per complessivi 26mila euro

Pubblicato in Cronaca il 20/06/2017 da Redazione

Fingeva di essere malato di Alzheimer, in realtà continuava a gestire il traffico di droga. Il gup barese Giovanni Anglana ha condannato Cosimo Zonno, boss di Toritto, a 15 anni di reclusione. Il pluripregiudicato è accusato di di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e anche per falso e truffa, per aver finto per anni di essere malato ottenendo così indebitamente dall'Inps l'indennità di accompagnamento mensile per complessivi 26mila euro.

I falsi certificati medici avrebbero anche consentito a Zonno, attualmente in carcere, di scontare per lunghi periodi la detenzione ai domiciliari anziché in cella. I fatti contestati risalgono agli anni fra il 2008 e il 2013. L'indagine della squadra mobile di Bari, coordinata dalla pm della Direzione distrettuale antimafia (Dda) Lidia Giorgio portò nel dicembre 2015 all'arresto di 31 persone, tra le quali la figlia del boss, Lionela Zonno, accusata di essere la cassiera del gruppo criminale e ora assolta con formula piena 'per non aver commesso il fatto'. Il giudice ha condannato anche altri 15 imputati, tutti accusati di traffico e spaccio di droga, a pene fra i dieci anni e i 12 mesi di carcere.