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Fabio e Mingo ascoltati per 6 ore in Procura

I due ex inviati di 'Striscia la notizia' hanno risposto alle domande del pm. Sono accusati di simulazione di reato

Pubblicato in Cronaca il 20/05/2015 da Redazione
Avevano richiesto di essere ascoltati dal pm, e così è stato. Fabio e Mingo sono stati interrogati per più di sei ore negli uffici della Procura di Bari. Mingo De Pasquale, sua moglie Corinne Martino e Fabio De Nunzio hanno risposto alle domande del pm Isabella Ginefra, che conduce l’indagine sulla presunta simulazione di reato di cui i tre rispondono. A fare un bilancio dell’incontro è stato il difensore dei due ex inviati, Francesco Maria Colonna: “I miei assistiti hanno risposto ampiamente a ogni domanda. Permesso che non possono e non devono essere pubblicate e comunicate a terzi notizie afferenti gli atti istruttori, nella fase delle indagini preliminari, i miei assistiti indiranno una conferenza stampa aperta a tutti i giornalisti che riceveranno una comunicazione in tal senso”. Durante la conferenza stampa non sarà possibile fare domande relative agli atti interni, coperti da segreto.
La vicenda comincia nel 2013, con Striscia che manda in onda il servizio sul finto avvocato smascherato da Fabio e Mingo. La Procura di Bari vuole vederci chiaro e cerca di individuare il falso avvocato, chiedendo alla società barese di proprietà della moglie di Mingo, Corinne Martino, la copia integrale del filmato. La società però dichiara di non avere a disposizione la registrazione in cui il volto dell’avvocato non è pixellato. Gli investigatori si rivolgono così alla redazione centrale di Striscia la Notizia, per capire quali siano le dinamiche del programma e se conoscano l’identità dell’avvocato. I dirigenti milanesi capiscono che il reato per il quale si indaga è la simulazione del reato, così sospendono in tronco Fabio e Mingo durante una puntata.