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Terlizzi, non ci sono posti in rianimazione donna muore durante il trasferimento a Potenza

La testimonianza - denuncia della figlia

Pubblicato in Cronaca il 20/01/2014 da Redazione

Una storia tristissima caratterizza l'inizio della settimana in Puglia. L'ha raccontata a quotidiani e tv Anna, una giovane donna di Terlizzi, che ha visto morire sotto i suoi occhi la mamma trasportata in ambulanza a 150 chilometri da casa per "conquistare", dopo un lungo calvario, un posto nella rianimazione più vicina.  "Portata al pronto soccorso di Terlizzi alle 23,30 del 16 gennaio per grave insufficienza respiratoria e aritmia cardiaca, mia madre (69 anni) viene intubata alle 4 del mattino e trasportata in rianimazione all’ospedale San Carlo di Potenza, dove è giunta, dopo un viaggio disagevole protrattosi per due ore, alle ore 6 e dove è deceduta alle 9 del 17 gennaio".  Anna, che ha dichiarato ai giornalisti di essersi lamentata con una dottoressa del Pronto Soccorso che le avrebbe confidato che quotidianamente si ripeteva la stessa emergenza invitandola a rivolgersi alle ai vertici della sanità pubblica,  ha concluso: "Forse sarebbe morta lo stesso ma non il 17 gennaio, non in quelle drammatiche condizioni, vista la lunga attesa e la constatazione che in Puglia non c’era un solo posto libero nella sale di rianimazione di alcun ospedale".

Il Direttore generale della Azienda Sanitaria locale di Bari Domenico Colasanto, dalle pagine de "La Gazzetta del Mezzogiorno" ha commentato: "Capisco il disagio dei familiari dovuto al trasferimento in un ospedale lontano da casa. Ma sono certo che nelle due ore di viaggio la paziente era intubata e assistita al meglio. Non possiamo dire che il sistema non abbia funzionato".