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Bari, gli studenti si mobilitano per salvare la Biblioteca nazionale

Un gruppo di associazioni ha lanciato una petizione chiedendo misure concrete che mantengano attivo il patrimonio culturale barese

Pubblicato in Cronaca il 19/11/2019 da Redazione

Da questo gennaio, i 300mila libri della biblioteca nazionale Sagarriga Visconti di Bari, la terza del Sud Italia e con un patrimonio storico culturale importantissimo per il territorio, non saranno più accessibili alla comunità cittadina. Le associazioni studentesche cittadine (Rete della Conoscenza, Zona Franka e Link) hanno lanciato una petizione per salvare il patrimonio culturale presente nel capoluogo pugliese.

"La presenza di presidi culturali come questo rappresenti un importante tassello per le opportunità di sviluppo e di valorizzazione del territorio che rimette al centro un settore importante per il nostro paese – si legge in una nota - quello dei beni culturali che, ad oggi purtroppo, vive in uno stato precario e in cui il volontariato-sfruttamento è diventata una costante nell'ambito lavorativo".

"In un territorio del mezzogiorno in cui un piano di sviluppo del territorio deve rispondere alla grande problematica dell'abbandono scolastico e delle barriere d'accesso ai gradi più alti dell'istruzione - continuano Savino Ingannamorte, coordinatore di Link Bari, e Luca Dell'Atti, coordinatore di ADI Bari - la chiusura di un polo bibliotecario pubblico così importante sarebbe l'ennesimo colpo al diritto allo studio, nonché al diritto alla cultura: migliaia di studenti e studentesse, ricercatori e ricercatrici si affidano alla consultazione dei libri nel polo bibliotecario per poter svolgere le proprie ricerche o il proprio studio, spesso non potendosi permettere materiale didattico di approfondimento, o non avendo altri luoghi in città in cui farlo".

Ecco il link della petizione rivolta agli enti interessati per chiedere misure concrete che mantengano attiva la Biblioteca Nazionale. LINK >> https://www.change.org/p/ministero-per-i-beni-e-le-attivit%C3%A0-culturali-salviamo-la-biblioteca-nazionale-bari

Il collettivo nazionale dei professionisti dei beni culturali, "Mi Riconosci", commenta con la sua rappresentante Alessandra Gabellone la vicenda attraverso i numeri degli ultimi concorsi emanati dal Ministero.

“Nel 2016 veniva emanato un concorso del MIBACT ( Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) che ha visto l'assunzione di 500 unità: un numero esiguo, del quale da bando erano solo 25 le unità da destinare alle biblioteche statali, nessuna per la Regione Puglia. Dopo anni di promesse l'unica misura presa è stata il recente mega concorso per vigilanti: un altro paradosso. Il Ministero ora si impegna a garantire l'apertura e il mantenimento dei servizi nella nostra Nazionale tramite la procedura di mobilità. Una misura che peserà in carenza di personale negli enti da cui si andrà ad attingere: non esiste, infatti, un ente in esubero di risorse. Le misure palliative non possano risolvere la grave situazione dei beni culturali, garantire il corretto funzionamento delle biblioteche e in generale degli enti di cultura. È necessario un costante monitoraggio del numero delle risorse e un consequenziale e mirato piano di reclutamento di personale specializzato,  in questo caso di bibliotecari a pieno titolo (senza ricorrere a esternalizzazioni). Solo seguendo questa via si può garantire la tutela, la valorizzazione, la fruizione e la conservazione del patrimonio culturale nazionale per non assistere all'ennesima cronaca di una morte annunciata”.