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Massafra, donna romena trovata morta nella sua abitazione: fermato il compagno

Il 40enne è accusato di omicidio volontario, violazione di domicilio, lesioni personali, sequestro di persona e porto e detenzione di armi

Pubblicato in Cronaca il 18/07/2017 da Redazione

È in stato di fermo il compagno della donna romena trovata morta nella sua abitazione a Massafra il 14 luglio scorso.  Il 40enne è accusato di omicidio volontario, violazione di domicilio, lesioni personali, sequestro di persona e porto e detenzione di armi.

Fin dalle fasi immediatamente successive al fatto di sangue, i militari avevano incentrato la loro attenzione sul soggetto, resosi irreperibile a partire dal 10 luglio., data nella quale, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si sarebbe verificato l’omicidio, collocato cronologicamente nell’arco temporale intercorrente fra la tarda serata del 9 e la prima nottata del 10 luglio. Tali ipotesi investigative trovavano conferma nella circostanza che l’uomo, da quel giorno in poi, aveva spento il proprio telefono cellulare, chiamando con altre utenze in modalità “sconosciuto” connazionali residenti a Massafra dai quali cercava di acquisire informazioni sulla propria convivente.

Secondo gli accertamenti dei carabinieri, il 40enne avrebbe scoperto la donna mentre frequentava il suo ex compagno. L’uomo avrebbe perso la testa, avventandosi sui due che percuoteva con calci e pugni e con la staffa metallica della parabola. La donna è morta poco dopo per le ferite riportate. A quel punto il rumeno, dopo essersi intrattenuto nell’abitazione ed aver finanche legato il rivale, si sarebbe allontanato in treno dapprima alla volta di Bari e poi a Roma. Dopo aver venduto il proprio telefono cellulare e disfattosi anche di alcuni indumenti, poi rinvenuti dai militari, avrebbe poi contattato propri connazionali a Massafra per cercare di capire cosa stesse accadendo e quali fossero le condizioni della donna, chiamando sempre da telefoni che si faceva prestare, chiamando con modalità “sconosciuto” o da cabine telefoniche.

Il colpevole dell’omicidio, dopo essersi reso conto di essere il primo indiziato per l’omicidio, si è consegnato alla polizia di Roma raccontando la sua versione dei fatti. 



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