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Nardò, Coldiretti consegna docce e moduli igienici destinati ai braccianti agricoli

La svolta del sindaco Mellone: 'Sostituire la logica del ghetto a quella dell'ospitalità'

Pubblicato in Cronaca il 18/07/2016 da Redazione

Si compongono con la massima velocità possibile i tasselli per sostituire alla “logica del ghetto” quello della “dignitosa ospitalità per i lavoratori”. Dopo i primi Container Servizi consegnati al Comune dalla Regione Puglia, attraverso la Protezione Civile, adesso sono arrivati i primi due della Coldiretti ed è pronto il punto di prima accoglienza sanitaria, organizzato sul modello della guardia medica estiva. “Sono molto soddisfatto del risultato – ha spiegato Pippi Mellone, sindaco della Città di Nardò – perché dopo moltissime parole e vent’anni di emergenza continua, grazie alla preziosa collaborazione del Prefetto Palomba e al supporto di Claudio Stefanazzi, capo di gabinetto di del Presidente Michele Emiliano, di Stefano Fumarulo, dell’ufficio politiche per le migrazioni e di tutte le parti sociali e le autorità coinvolte, siamo arrivati ad un punto di svolta”. E la svolta, nei fatti, c’è. Innanzitutto con la partecipazione dei datori di lavoro, attraverso Coldiretti.”Sta prendendo forma il villaggio solidale a Nardò – ha spiegato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, presente, al fianco del sindaco Mellone, durante le operazioni di consegna dei container – per garantire condizioni di vita dignitose agli immigrati che lavorano in campagna. Nel nuovo campo di accoglienza ad Arena Serrazze abbiamo consegnato 12 moduli igienici e 6 docce, grazie ai fondi raccolti con la campagna di Coldiretti e Focsiv (Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario), per dare ospitalità agli immigrati, sottraendoli allo sfruttamento del caporalato con un regolare contratto di lavoro per la raccolta stagionale”. Cantele e Mellone hanno ribadito quanto sia importante combattere lo sfruttamento, che colpisce soprattutto la componente più debole dei lavoratori agricoli. “Occorre – ha ribadito Cantele – una grande azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro”. Una posizione che s’attaglia perfettamente con quanto propugnato, negli anni, dall’attuale sindaco. “L’introduzione del principio di corresponsabilità dal campo allo scaffale – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – è una importante novità positiva nella lotta al caporalato. Abbiamo il dovere di combattere lo sfruttamento che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera: dalle distribuzione all’industria per arrivare a sottopagare i prodotti nelle campagne. Non va più rinviata l’operazione di trasparenza e di emersione, mettendo a punto un patto di emancipazione dell’intero settore agricolo”. “Noi abbiamo spinto moltissimo per chiudere gli accordi immediatamente – ha incalzato Pippi Mellone – perché il 2016 dev’essere l’anno ultimo dell’emergenza. Già a settembre – ha spiegato il primo cittadino – daremo vita ad un tavolo tecnico che dovrà definire, punto per punto, diritti e doveri di tutti. L’anno scorso – ha concluso il sindaco – Nardò, a metà luglio, era nelle stesse condizioni, con meno servizi e con una aggressione alle casse cittadine. Oggi garantiamo più servizi ai lavoratori migranti senza dissanguare il comune e contribuendo a difendere l’immagine dei produttori che rispettano la dignità dell’uomo”.