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Bari, tavolini della pizzeria davanti all'ex cinema Abc, i cittadini: 'Non possiamo perdere i presidi storici della cultura'

La denuncia di Terry Marinuzzi, componente della Rete civica urbana: 'Quei tavolini non possono stare lì, oltre al danno c’è anche la beffa'

Pubblicato in Cronaca il 18/06/2019 da Giuseppe Bellino

La fila degli spettatori pronti a godersi un film d’autore è stata sostituita da una fila di sedie e tavolini riservati ai clienti di una pizzeria. È quanto accade a pochi metri dall’entrata del cinema ABC di Bari, storico contenitore culturale presente nel quartiere San Cataldo. A sollevare la questione è stata Terry Marinuzzi, operatrice culturale e componente della Rete civica urbana: “Ho scattato la foto mentre tornavo a casa – spiega – e devo dire che mi si è spezzato il cuore. Vedere gente che consuma una pizza a pochi passi dall’ABC rappresenta il decadimento culturale al quale stiamo andando incontro. Senza pensare alla violazione delle regole basilari: quei tavolini non possono stare lì, quindi oltre al danno c’è anche la beffa”.

Lo scorso 13 aprile i proprietari del cinema hanno annunciato la chiusura della sala. A partire da quel momento, l’associazione “La Giusta Causa” e i cittadini di San Cataldo hanno cercato di proporre nuove soluzioni per  far riaprire il contenitore culturale: “I proprietari hanno annunciato la decisione senza pensare a delle alternative – continua Marinuzzi -. La Giusta Causa ha immediatamente risposto, avviando un’azione con una proposta concreta, ma tutto è caduto nel vuoto. La programmazione del cinema avrebbe potuto coinvolgere maggiormente il territorio, scegliendo una programmazione più variegata o aprendo le sale cinematografiche alle famiglie. I proprietari hanno sempre preferito chiudere il cinema a maggio e riaprirlo ad ottobre, perdendo così i quattro mesi nei quali la penisola di San Cataldo è più viva”.

L’episodio dei tavolini davanti all’ingresso dell’ABC arriva pochi giorni dopo il primo appuntamento organizzato dalla nuova Rete Civica Urbana che coinvolge i cittadini di San Girolamo, Fesca, Marconi, San Cataldo: “Abbiamo raggiunto un grande risultato – conclude Marinuzzi – che potrebbe permetterci di cambiare i luoghi dei nostri quartieri attraverso la sinergia con l’amministrazione comunale. Non possiamo, però, fare a meno dei presidi culturali storici. In questo modo facciamo due passi avanti e quattro indietro. Non possiamo pensare di essere una penisola riservata ai turisti se continuiamo a perdere contenitori culturali”.