Venerdì, 5 Giugno 2020 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Processo Fabio e Mingo: Codacons ed European Consumers si costituiranno parte civile contro Striscia la notizia

A renderlo noto è l'Osservatorio Antiplagio, che fin dal 2001 ha segnalato irregolarità nel programma di Antonio Ricci

Pubblicato in Cronaca il 18/05/2015 da Redazione
Dopo il Codacons anche European Consumers, consorzio di associazioni di consumatori, si costituirà parte civile nel procedimento sui presunti falsi servizi degli inviati di Striscia la notizia, Fabio De Nunzio e Domenico De Pasquale, in arte Fabio e Mingo, e di loro eventuali corresponsabili. Lo ha appreso da fonti legali di European Consumers il comitato di volontariato Osservatorio Antiplagio. Se dalle indagini della Procura della Repubblica di Bari dovessero emergere illeciti commessi anche da parte di altri soggetti, ovvero da chi ha partecipato alla realizzazione dei servizi in questione o da chi non ha esercitato il necessario controllo sugli stessi, mandandoli in onda, si determinerebbe un danno senza precedenti per la buona fede del telespettatore. European Consumers si costituirà parte civile perché i diritti dei teleutenti devono essere garantiti da tutti gli operatori della tv, a qualsiasi livello essi operino.
Osservatorio Antiplagio ricorda che il suo fondatore Giovanni Panunzio, per aver segnalato fin dal 2001 alcuni passi falsi di Striscia, è stato citato in giudizio 13 volte da Antonio Ricci e RTI; e insieme a lui è stato citato anche il legale che lo rappresentava, l'avvocato Vittorio Amedeo Marinelli, Presidente di European Consumers. Ora che i passi falsi stanno cominciando a lasciare le impronte, Striscia se ne tira fuori con "nonchalance"? Troppo comodo. Quante accuse sarebbero state scagliate da Striscia agli autori e conduttori di un altro programma se avesse trasmesso servizi taroccati? E perché adesso accuse dello stesso tenore non dovrebbero valere per Ricci e soci? E' paradossale e contraddittorio smascherare gli autogol altrui con prontezza, mentre per i propri si attende, e poi si cavalca l'intervento della magistratura, scaricando le responsabilità sull'ultima ruota del carro. Se fosse stato un cittadino qualsiasi a segnalare i falsi servizi di Fabio e Mingo, Antonio Ricci avrebbe fatto "mea culpa" e licenziato i due inviati? La risposta è no. Il 21 dicembre 2001 infatti, quando Osservatorio Antiplagio (allora Telefono Antiplagio) denunciò una telepromozione ingannevole del Gabibbo e delle Veline di prodotti "miracolosi", in seguito sanzionata dall'Antitrust, Striscia replicò testualmente: "Non ci tiriamo certo indietro nel prendere provvedimenti ed indagare noi stessi come abbiamo sempre fatto". Sono passati 14 anni, i telespettatori stanno ancora aspettando quei provvedimenti, quelle indagini. Nel frattempo Telefono Antiplagio ha chiuso, sommerso dalle querele di Ricci e Mediaset, alla faccia della libertà di critica rivendicata da sempre da Striscia.
George Orwell scriveva: "Libertà è il diritto di dire agli altri quello che non vogliono sentirsi dire". E Massimo Troisi diceva: "Io sono responsabile di ciò che dico, non di ciò che tu capisci".