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Borgo Mezzanone, in 300 marciano verso il 'ghetto dei bulgari' per dire no al caporalato

Dalla nostra inviata Alessandra Rizzi che ha partecipato alla marcia nazionale contro lo sfruttamento dei lavoratori in campo agricolo

Pubblicato in Cronaca il 18/04/2017 da Alessandra Rizzi

Erano circa 300 i manifestanti che ieri hanno partecipato alla marcia nazionale contro la mafia del caporalato che si è tenuta a Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. La manifestazione è partita dal centro del paese ed è proseguita fino al ‘ghetto dei bulgari’.

"Nei 40 anni di lotte contro il caporalato che ho vissuto anche da protagonista sindacale - afferma Gianni Forte, segretario generale Spi Cgil Puglia - siamo sempre rimasti isolati da una società civile che non sembrava disposta a sostenerci. La marcia fa cadere un altro muro e segna l'inizio di una fase nuova".
Il corteo ha percorso circa otto chilometri prima di arrivare al 'ghetto dei bulgari', la baraccopoli abitata da circa 250-300 braccianti che ora sono impegnati nella raccolta di carciofi e asparagi. Con i cittadini bulgari i manifestanti hanno avuto un momento conviviale. "Non vogliono essere sgomberati, come è già accaduto nel vicino ghetto di Rignano Garganico - spiega il sociologo Leonardo Palmisano - e, per questo, dicono di voler tornare in Bulgaria in autunno, dopo che sarà terminata la raccolta del pomodoro".