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Scoperto a Japigia arsenale della malavita. Sequestrati kalashnikov, mitra e munizioni

Erano nascoste in un monolocale occupata da un pensionato incensurato

Pubblicato in Cronaca il 17/10/2014 da Redazione
Ben confezionate nelle scatole originali, impilate in armadi, su scaffali, infilate sotto il letto e sotto il materasso: decine di armi, quasi tutte da guerra e di fabbricazione balcanica, silenziatori, migliaia di munizioni, e un giubbotto antiproiettile, oltre ad alcuni borsoni utilizzati per il trasporto. Questo è quanto è stato scoperto dal nucleo investigativo del comando provinciale di Bari e Barletta. Si tratta del covo della malavita barese. Le armi sono state ritrovate in un monolocale all'ottavo piano di un insospettabile condominio di via Di Vagno, striscia di confine tra in quartieri Madonnella e Japigia. I militari, che seguivano la pista della cocaina, arrivata dal nord barese fino al capoluogo, si sono trovati davanti un vero e proprio arsenale, oltre a 190 chili di cocaina purissima che, una volta tagliata e impacchettata avrebbe fruttato sul mercato delle sostanza stupefacenti almeno 2 milioni di euro. Un guadagno elevatissimo per i clan che pagano un chilo di cocaina, dai fornitori all'ingrosso, 50 mila euro.  A custodire le armi c'era un 66 enne, con piccoli precedenti per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. I carabinieri della Sezione investigazione scientifica che passeranno a un particolare metodo di analisi ogni singolo pezzo sequestrato, dalle armi, ai silenziatori, fino ai proiettili, per accertare l'utilizzo, negli anni passati e nei tempi più recenti, in fatti di sangue.

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