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Un nascondiglio della mala al quartiere San Paolo di Bari

Il video della polizia dopo l'arresto di Marsiglio Magrone, sorpreso in un locale segreto

Pubblicato in Cronaca il 17/02/2014 da Redazione
Era un nascondiglio difficile da individuare. Un locale al quale si accedeva solo dall'interno, precisamente dalla cucina di un'abitazione in via don Gnocchi al quartiere san Paolo di Bari. Lì, gli agenti delle volanti della questura di Bari sono riusciti a sorprendere Marsiglio Magrone, il 34enne già noto alle forze dell'ordine per reati diversi come rapine, lesioni personali e reati contro il patrimonio, traffico di armi e stupefacenti.
Magrone doveva essere ai domiciliari, in casa a Bitetto, nel Barese, ma aveva deciso di allestire un covo nel quartiere dove sabato sera è avvenuto l'ennesimo omicidio, quello di Donato Sifanno, il 35enne nipote del pregiudicato detto "Pinuccio u' drogat".
La polizia, proprio dopo questo ennesimo episodio di sangue, ha passato al setaccio un intero quartiere, arrivando così al nascondiglio di Magrone. Un covo, sostengono gli investigatori, forse pronto ad ospitare anche altri pregiudicati, visto che era in fase di allestimento ed era anche dotato di sistemi sofisticati di videosorveglianza come uno spioncino elettronico.
Si accedeva da una botola nascosta da un mobile. Alcuni gradini e poi una stanza dove c'era un un letto, una credenza e un tavolo, oltre ad una moto di grossa cilindrata pronta per essere usata in caso di fuga.
Magrone ha provato a nascondersi ma non è riuscito a sfuggire agli agenti.
Nel corso corso della perquisizione sono stati trovati un giubbotto antiproiettile, una revolver calibro 38, munizioni, un inibitore di frequenze, dei cacciavite.
La polizia non ritiene che Magrone sia coinvolto nell'omicidio di Sifanno, anzi si pensa che il 34enne arrestato sia vicino alla vittima dell'agguato dello scorso fine settimana. Per ora non emergono particolari sulle indagini in corso, ma è certo che gli investigatori stanno effettuando numerosi sopralluoghi al quartiere san Paolo.